Mozambico, illegali “spose bambine”

in Esteri

Passo avanti (almeno sulla carta) per i diritti delle bambine e delle donne in Mozambico: il 15 luglio scorso il Parlamento dello Stato africano ha approvato all’unanimità una legge che proibisce i matrimoni precoci, pensando in particolare al fenomeno delle “spose bambine”. La notizia è rimbalzata anche sui media italiani.

Prima di questa legge, ci si poteva sposare dopo aver compiuto 16 anni, riferisce l’Unicef e moltissime volte capitava che venissero costrette a contrarre matrimonio minorenni di età anche assai inferiore. L’agenzia delle Nazioni Unite per i diritti dell’infanzia fa sapere che in tutta L’Africa ci sono stati 125 milioni di spose bambine. In particolare il Mozambico risulta essere al 9° posto tra i Paesi del mondo in cui vengono fatte sposare minorenni. Si tratta di dati relativi al 2017 e “il 48% delle giovani donne di età compresa tra i 20 e i 24 anni si è sposata quando aveva meno di 18 anni”. spiega Positizie.it, il sito delle buone notizie.

Ci sono voluti almeno due anni perché la legge venisse approvata: lo hanno chiesto oltre 50 organizzazioni che appartengono alla Coalizione per l’eliminazione dei matrimoni precoci denominata Cecap. La norma prevede che nei casi che abbiamo detto, si rischino dagli 8 ai 12 anni di carcere, mentre  i funzionari pubblici che celebrano o autorizzano tali matrimoni possono incorrere in una pena da 2 a 8 anni. Stessa pena per genitori, patrigni o parenti diretti del minore vittima di questa pratica.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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