11 settembre 2001 – 11 settembre 2019: 18 anni dall’attentato alle Torri Gemelle New York commemora l'attacco più grave da Pearl Harbor 1941 e della storia contemporanea.

in Esteri

Oggi, 11 settembre 2019, ricorre il 18° anniversario dall’attentato alle Torri Gemelle a New York, non a caso perpetrato lo stesso giorno della Battaglia di Vienna del 1683, che vide la sconfitta degli ottomani. L’America (e il mondo) si prepara a commemorare le 2.996 vittime, a cui si sommarono più di 6 mila feriti, per cui il ricordo della strage rimarrà indelebile. I media italiani spiegano che la tradizionale commemorazione inizierà alle 8.25 ora locale (le 14. 25 da noi). La lettura dei nomi delle vittime “sarà interrotta da quattro momenti di silenzio, due per i momenti in cui gli aerei hanno colpito le Torri Gemelle e due per quelli in cui gli edifici sono crollati”, spiega Il Messaggero. Quattro sono stati anche i velivoli dirottati dai 19 terroristi suicidi di Al Qaeda.

“Anche quest’anno – continua a raccontare il quotidiano – ci sarà il Tribute in Light, il tributo in luce con due fasci di luce proiettati verso il cielo dalla forma delle Twin Towers. Le luci si accenderanno al tramonto dell’11 settembre e si spegneranno all’alba del 12”.


Rai News.it ripercorre con precisione tappa per tappa la tragica giornata dell’11 settembre 2001, architettata da Osama Bin Laden per colpire i simboli della potenza economica, politica e militare degli Stati Uniti, ma che ha cambiato per sempre la storia del mondo e dell’umanità: alle 8:46, a Manhattan, “il primo aereo dirottato dai terroristi partito da Boston in direzione di Los Angeles si abbatte contro la torre Nord del World Trade Center. Alle 9:03 il secondo aereo entra nella torre Sud, alle 9:37 un terzo aereo colpisce il Pentagono. La torre Sud collassa su se stessa alle 9:59 e alle 10:03 il volo United 93 si schianta a Shanksville, Pennsylvania, mentre i passeggeri cercano (naturalmente invano, ndr) di riprenderne il controllo. Alle 10:28 crolla anche la torre Nord. Una nuvola di cenere e polvere avvolge Manhattan. A Ground Zero muoiono 2106 persone, 125 rimangono uccise al Pentagono e 40 a Shanksville. A queste si aggiungono i 206 passeggeri deceduti sugli aerei American Airlines Flight 77, United Airlines Flight 175, American Airlines Flight 11, le cui sigle verranno per sempre ritirate dai cieli. Negli attentati 3 mila bambini hanno perso almeno un genitore e 100 nati nei mesi successivi non conosceranno mai il loro papà”.

RaiNews.it prosegue spiegando che di fatto le conseguenze dell’11 settembre continuano: “Ancora, 18 anni dopo, proseguono le analisi per identificare centinaia di vittime, alle quali se ne aggiungono altre nuove tra vigili del fuoco e agenti di polizia. Dall’ultimo anniversario altri 22 membri dei vigili del fuoco sono morti di malattie legate all’11 settembre. Dagli attentati le vittime sono state 213, che si aggiungono ai 343 vigili morti il giorno della sciagura. Il numero di agenti di polizia di New York deceduti dopo l’11 settembre arrivato a 241, è ormai dieci volte superiore a quello dei poliziotti , 23, che morirono durante l’attacco terroristico. Non è solo una questione di numeri e di memoria, ma di sanità pubblica – sottolinea il quotidiano online – Le ultime ricerche effettuate dall’Albert Einstein College of Medicine presso la Yeshiva University (di New York, ndr) su campioni di sangue di centinaia di membri delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco – pubblicate sul Journal of the American Medical –  hanno rivelato che i primi ad essere arrivati sul luogo della sciagura hanno il 44% di probabilità in più di sviluppare malattie cardiovascolari rispetto a quanti sono giunti successivamente. Chi ha lavorato sul posto per sei mesi ha invece avuto il 30% in più di rischio di un attacco di cuore o di ictus”.

Alessandra Boga

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Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.