Iran, stadi vietati alle donne: una si dà fuoco e muore Sembra si chiamasse Sahar Khodayari e aveva protestato davanti a un tribunale di Teheran.

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Tragedia dei diritti delle donne negati in Iran: una giovane, il cui nome sembra fosse Sahar Khodayari, 29 anni, si era data fuoco qualche giorno fa versandosi della benzina addosso davanti a un tribunale di Teheran per protestare contro il divieto alle donne (pena la galera) di entrare negli stadi durante le partite maschili e nella notte tra lunedì 9 e domenica 10 settembre è morta in un ospedale della capitale iraniana. Lo riferisce Il Corriere dello Sport.

Sahar era stata fermata lo scorso 12 marzo all’ingresso dello stadio Azadi (che paradossalmente significa “Libertà”) a Teheran: si era dovuta vestire da uomo per entrare a vedere una partita, ma era stata scoperta. Giocava la sua squadra, l’Esteghlal, attualmente allenata dall’italiano Andrea Stramaccioni (del quale si era parlato giorni fa perché gli era stato impedito di imbarcarsi per trascorrere due giorni a Roma con la sua famiglia e per grossi contrasti tecnici con il team iraniano). Lo sfidante era l’Al Ain Club degli Emirati Arabi Uniti, spiegano alcuni quotidiani.

La sorella di Sahar ha raccontato che la ragazza ha posto resistenza agli agenti ed è stata arrestata. Ha riferito anche che la giovane tifosa soffriva di disturbo bipolare ed era in cura da due anni.

Il divieto alle donne di entrare negli stadi dove giocano uomini imposto dalla Repubblica Islamica, era stato talvolta “ammorbidito” nei mesi scorsi grazie a pressioni della FIFA, ma rimane in vigore. Sahar Khodayari era stata difesa anche da una deputata, Parvaneh Salashouri.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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