Cosenza: calcio a bambino di origine straniera che si era avvicinato a suo figlio Il piccolo colpito all'addome. I passanti lo soccorrono.

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Shock a Cosenza, dove in centro città un uomo ha dato un calcio all’addome ad un bambino di 3 di origine nordafricana (la sua famiglia è da anni in Italia), perché quest’ultimo si era avvicinato al passeggino di suo figlio. Il fatto è stato riferito da una testimone. Accaduto circa alle 19 di martedì scorso, è stato riportato da tutti i media italiani solo oggi, venerdì 6 settembre. Il piccolo aggredito è stato immediatamente soccorso da alcuni passanti, che hanno chiamato il 118 e la polizia (anzi, li ha personalmente allertati la donna che ha raccontato l’orribile scena). In seguito il bambino è stato portato al pronto soccorso, ma i sanitari hanno accertato che non ha riportato conseguenze. Ora sul caso indaga la Questura, attraverso le immagini delle telecamere di video sorveglianza.

E’ emerso che, quando è stato picchiato, il bimbo era all’esterno da uno studio medico, dove si era recato insieme alla madre e ai fratelli di 8 e 10 anni. Vista l’attesa, la donna ha dato ai figli dei soldi per comprare un gelato e li ha fatti uscire. Il bambino più piccolo si sarebbe avvicinato al passeggino dove c’era il neonato, a cui voleva fare una carezza, e avrebbe rimediato un calcio in pancia dal padre di quest’ultimo, che gli avrebbe anche detto: “Non permetterti di avvicinarti”.


L’episodio è stato prontamente condannato dal sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, che l’ha definito “raccapricciante” e si è detto “sconvolto”. “Qualsiasi sia il motivo, se di natura razzista o di cieca follia – ha aggiunto il primo cittadino del capoluogo calabrese – certamente si tratta di un gesto gravissimo che non può trovare alcuna giustificazione, né deve passare sottaciuto. Non possiamo assolutamente tollerare l’odio inconsulto e cruento, specie quando la vittima è un bimbo piccolissimo e specie se tale violenza si verifica a Cosenza, storicamente città di inclusione e accoglienza. Fermo restando che le indagini stabiliranno le effettive responsabilità, esprimo alla famiglia della piccola vittima tutta la mia vicinanza e quella dell’Amministrazione comunale”, sono state le parole di Occhiuto, riportate da Quotidiano.net.

Sulla vicenda è intervenuta anche l’ex parlamentare di origine marocchina Souad Sbai, presidente dell’Associazione delle Comunità delle Donne Marocchine in Italia (ACMID-DONNA), la quale, come sempre senza peli sulla lingua, ha affermato: “Inaccettabile prendersela con i bambini”. Ha anche sottolineato come in questo periodo, nella politica italiana, ci siano “toni molto accesi che portano solo odio e disordine”. Souad Sbai non è mai stata “buonista”, non vede razzismo “ovunque”, ma con la consueta onestà e il consueto coraggio, visto che il sospetto è che il bambino di origine nordafricano abbia subito un’aggressione a sfondo razziale, ha dichiarato: “No al razzismo, che ormai tocca tutti, donne, uomini e bambini”.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it


Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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