Diabete: c’è un fattore che ne aumenta il rischio fin da piccoli

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E’ risultato che i bambini con fegato grasso rischiano doppiamente di incorrere nel prediabete e nel diabete. E’ quanto è stato scoperto grazie all’ultimo studio del compianto prof. Valerio Nobili (scomparso a 53 anni nel marzo scorso), primario dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, in collaborazione con l’Università di Verona e con quella britannica di Southampton. Ne parlano la rivista scientifica Journal of Hepatology ma anche il sito Meteoweb.eu.

La malattia di cui sopra, chiamata anche steatosi epatica (Non Alcholic Fatty Leaver Disease, NAFLD), è la più frequente a livello epatico in età pediatrica. Dipende dall’ “accumulo di grasso nelle cellule del fegato, in quantità superiore al 5%. Circa il 3-12% dei bambini di peso normale sono affetti da steatosi epatica e questa frequenza sale al 70% nei bambini sovrappeso o obesi”.

Può evolversi nella cosiddetta steatopatite non alcolica (NASH=non alcholic- steatoheapatitis) nel 40% dei casi e in generale in patologie croniche irreversibili del fegato, con lo sviluppo di infiammazione e fibrosi (sostituzione delle cellule del fegato danneggiate con tessuto connettivo) che possono arrivare alla cirrosi.

Lo studio è stato condotto su 700 bambini italiani malati e no tra il gennaio 2003 al settembre 2018 e ha dimostrato come i pazienti affetti da NAFLD “presentino una prevalenza significativamente più elevata di tolleranza al glucosio anormale (prediabete o diabete) rispetto a quelli senza NAFLD (20,6% contro 11%)”.

Sempre rimanendo nell’ambito delle percentuali, “il 20.6% dei bambini con NAFLD presentava una condizione di alterata tolleranza al glucosio agli esami di laboratorio e alla curva da carico orale di glucosio. Il 19.8% di questi bambini aveva prediabete, mentre lo 0.8% aveva diabete franco. Lo studio ha inoltre documentato come i bambini affetti da NAFLD e prediabete/diabete abbiano un rischio più che doppio di sviluppare la forma più severa della malattia epatica (NASH), rispetto a quelli con una normale tolleranza al glucosio”.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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