Multinazionale farmaceutica USA a rischio multa per “epidemia da oppioidi” nel Paese

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Oggi, lunedì 26 agosto, è il giorno della verità per la multinazionale farmaceutica USA Johnson&Johnson (il 5° gruppo farmaceutico mondiale) accusata dal procuratore generale dell’Oklahoma di essere responsabile di un’ “epidemia da oppioidi” nel Paese: rischia 17 miliardi di multa (il 75% dei 23 miliardi incassati nel 2019) e in giornata è attesa la sentenza, che sarà emessa dal Tribunale di Cleveland. Lo rende noto il sito businessinsider.com.

L’epidemia ha causato nello Stato dell’Oklahoma oltre 6 mila decessi negli ultimi 20 anni. Il larghissimo uso di farmaci antidolorifici a base di oppioidi fa parlare di “crisi” e sarebbero oltre 300 mila i cittadini americani morti per overdose di tali sostanze dal 2000 a oggi.

Dal 2006 al 2012 sarebbero stati venduti 76 miliardi di pillole di Hydrocodone e di Oxycodone, afferma la Dea, l’agenzia governativa per il contrasto delle droghe. Si tratta di pillole antidolorifiche per uso comune, come quelle per la tosse.

Sono certamente efficaci, ma creano dipendenza. Il National Institute on Drug Abuse riferisce che l’Alabama è lo Stato con il più alto tasso di diffusione degli oppioidi “con 107 ricette prescritte all’anno ogni 100 abitanti”.

Naturalmente i costi per i cittadini sono ingentissimi, motivo per cui il procuratore generale dell’Oklahoma, Mike Hunter, ha fatto causa ad un gruppo di case farmaceutiche che avrebbero fatto false pubblicità ai loro prodotti pur di venderli. Talvolta pur sapendo che i farmaci fossero come droghe. Così il procuratore ha stabilito che tali enti ora debbano contribuire economicamente, con campagne di informazione e centri di disintossicazione dagli oppioidi, per fermarne l’abuso.

Altre aziende hanno evitato la sentenza, accordandosi per pagare i danni, ma Johnson&Johnson non ci sta e ha respinto ogni addebito, certa di aver agito secondo la legge e sulla base dei controlli della Food and Drug Administration. Ma i guai per questa ed altre società non sono ancora finiti:  sono 1.900 le cause che sono state aperte contro di esso sia da pubblici che da privati.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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