Lettera ai deputati

in Editoriale

Di Giorgio Ghiringhelli

Da una cinquantina di anni l’Europa è nel mirino di organizzazioni islamiche che hanno un unico obiettivo : islamizzare il Continente ( ad esempio impedendo l’integrazione dei musulmani nella nostra società) e sostituire la democrazia con alcune leggi coraniche (sharia). Per perseguire il loro obiettivo gli islamisti sfruttano abilmente quella libertà di religione che nei Paesi islamici non viene concessa agli stessi musulmani, i quali non possono cambiare religione senza incorrere nel reato di apostasia ( che in alcuni Paesi è punibile con la morte).

Purtroppo la stampa europea si occupa della crescente islamizzazione solo quando avvengono episodi di terrorismo o arresti di imam radicali che costituiscono solo la punta dell’iceberg, dedicando invece poca attenzione alle strategie messe in atto per conquistare l’Europa su tempi lunghi. Queste strategie, che mirano a ottenere una maggior visibilità negli spazi pubblici e tutta una serie di concessioni legate alle pratiche religiose, sono spesso favorite da una classe politica miope che, per ingenuità, vigliaccheria o ignoranza della materia, accoglie le richieste degli islamisti anziché praticare nei loro confronti una politica di tolleranza zero.

Ciò è vero anche e soprattutto in Svizzera, dove il mondo politico e mediatico vive nell’illusione che la tolleranza dell’intolleranza contribuisca a fare del nostro Paese un’oasi di pace al riparo dalla diffusione dell’integralismo islamico. Ma la realtà è ben diversa, come ben dimostrano alcuni libri scritti da esperti della materia che dovrebbero essere letti da tutti i politici ed i giornalisti a cui sta a cuore il futuro della Svizzera.

Proprio nell’intento di fare qualcosa di concreto per contribuire a migliorare la conoscenza degli addetti ai lavori sulla strisciante diffusione della radicalizzazione in seno alle associazioni islamiche e alle moschee attive nel nostro Paese, ho dunque deciso di fare omaggio di uno di questi libri a tutti i membri del GC, nella speranza che esso sia letto. Se infatti è comprensibile che molti cittadini si disinteressino a queste tematiche, non percependo un pericolo immediato e concreto, assai meno comprensibile è che anche le nostre autorità politiche – da cui è lecito attendersi una maggiore lungimiranza – non cerchino di approfondire le loro conoscenze in materia, in modo da adottare i provvedimenti che si impongono.

Dopo aver letto il libro della giornalista ginevrina Mireille Vallette sul radicalismo nelle moschee svizzere (con un capitolo dedicato al Ticino , alle pagine 35-44) nessuno potrà infatti più “nascondersi” dietro il classico “io non sapevo”.

Se qualcuno volesse approfondire le proprie conoscenze sulla diffusione del radicalismo islamico in Europa, e in particolare in Svizzera, consiglierei la lettura di altri due libri di Mireille Vallette che possono essere letti gratuitamente sul suo blog “Boulevard de l’islamisme” (“Islamophobie ou légitime défiance ?” e “Boulevard de l’islamisme”).

Altri libri consigliati sono : “La conquête de l’Occident : le projet secret des islamistes” del giornalista del quotidiano Le Temps, Sylvain Besson, “La Suisse, plaque tournante de l’islamisme” della musulmana zurighese Saïda Keller-Messahli, “Allarme Europa : il fondamentalismo islamico nella nostra società” dell’esperto di sicurezza Stefano Piazza, “Comparaison entre les normes suisses et les normes musulmanes”, del prof. Sami A.Aldeeb, “Islam, siamo in guerra”, di Magdi Cristiano Allam, “Nel nome di Allah”, dell’algerino Boualem Sansal, “L’Europe face à l’invasion islamique : une civilisation en péril” di Hamid Zanaz, “I Fratelli Musulmani e la conquista dell’occidente”, dell’italo-marocchina Souad Sbai, “Fascismo islamico”, di Hamed Abdel-Samad e “L’islam conquérant” di Shafique Keshavjee, .

Ticino politica

 

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