Insufficienza cardiaca: farmaco dapagliflozin funziona Serve per il diabete di tipo 2, ma migliora la prognosi anche per non diabetici.

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E’ stata testata l’efficacia di un farmaco, chiamato dapagliflozin, non solo per la cura del diabete di tipo 2, per cui era comunemente utilizzato, ma anche per “insufficienza cardiaca cronica con ridotta frazione di eiezione” in pazienti non necessariamente diabetici. L’annuncio, spiega Corrierenazionale.it, arriva dalla casa farmaceutica AstraZeneca britannica, anticipando uno studio, intitolato Dapagliflozin And Prevention of Adverse-outcomes in Heart Failure, che sarà svelato nei prossimi congressi medici sull’argomento.

In particolare si è scoperto che il dapagliflozin ha ridotto drasticamente rispetto al placebo da 10 mg (somministrato una volta al giorno in aggiunta alle normali cure) i decessi per insufficienza cardiaca o anche “solo” il peggioramento della patologia (che necessita ricovero ospedaliero o visita medica urgente). Per l’esperimento sul farmaco, è stato utilizzato “un inibitore SGLT2 in pazienti adulti con e senza diabete di tipo 2 con ridotta frazione di eiezione (HFrEF, heart failure with reduced ejection fraction) in aggiunta agli standard di cura (ACE-inibitori, bloccanti del recettore dell’angiotensina II, beta-bloccanti, antagonisti del recettore dei mineralcorticoidi e inibitori della neprilisina), in pazienti con e senza diabete di tipo 2”, spiega ancora Corrierenazionale.it.

Allo studio ha collaborato anche l’Università di Glasgow, un cui esperto, John McMurray, ha definito “impressionanti” i benefici del dapagliflozin contro l’insufficienza cardiaca. Questi risultati lasciano ben sperare per il futuro, per una patologia che “attualmente comporta il decesso della metà dei pazienti entro 5 anni dalla diagnosi e resta una delle principali cause di ricovero”, fa presente il neuroscienziato britannico di origine greca Menelas (Mene) N. Pangalos, vice presidente della sezione ricerca e sviluppo di AstraZeneca.

Nel mese di luglio gli Stati Uniti avevano rifiutato il farmaco per malattie cardiovascolari, sebbene questo venisse già impiegato con successo in Europa e in Giappone, ma ora sarà possibile una svolta.

Le indagini sull’argomento non sono comunque finite qui e gli studiosi dovranno ancora discuterne con le autorità sanitarie.

L’insufficienza cardiaca (HF), che comporta l’impossibilità del cuore di pompare abbastanza sangue, colpisce circa 64 milioni di persone in tutto il mondo: i casi più gravi sono la metà e possono portare alla morte entro 5 anni dalla diagnosi. Il livello di rischio è pari a quello dei tumori più comuni, ovvero quello alla prostata e alla vescica per gli uomini, e al seno per le donne. La patologia è risultata essere la causa più frequente di ricovero per pazienti over 65, con importanti conseguenze cliniche ed economiche. E’ emerso infine che gli uomini diabetici rischino oltre 2 volte in più di essere affetti di malattie cardiovascolari ed oltre 5 volte in più le donne.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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