Tunisia, bocciata la prima candidatura presidenziale di un leader gay dichiarato L'uomo; Mounir Baatour, 48 anni, attività LGBT, ha annunciato ricorso.

in Esteri

Aveva destato molto scalpore in Tunisia, nel mondo arabo e non solo la prima, coraggiosa candidatura alle presidenziali di un esponente ed attivista di lungo corso della comunità LGBT e per i diritti civili in generale nel suo Paese nonché presidente del Partito Liberale tunisino. Si tratta  dell’avvocato 48enne Mounir Baatour, gay dichiarato: rappresentava una ventata di freschezza per il più laico dei Paesi arabi, nel quale comunque l’omosessualità è punita con il carcere, ma ora giunge la notizia che la candidatura di Baatour è stata bocciata. Lo ha annunciato lui stesso su Twitter, spiega il sito TPI, il quale precisa che l’uomo si è detto intenzionato a presentare ricorso. Un mese e mezzo fa Baatour aveva annunciato la propria candidatura, ufficializzata in questi giorni: l’attivista aveva anche ottenuto molto sostegno (oltre 20.000 firme, “il doppio di quelle richieste per presentarsi alle elezioni”), ma la sua corsa è stata fermata dalla commissione elettorale (incaricata di vagliare le 97 candidature alla presidenza del dopo Essebsi) ancora prima di iniziare la campagna. Altre 69 proposte sono state considerate irregolari. Entro il 31 agosto ci sarà l’elenco definitivo dei candidati, mentre le elezioni saranno il 5 settembre.

Un comunicato del Partito Liberale spiega: “La decisione dell’Istanza superiore indipendente per le elezioni della Tunisia di rifiutare la candidatura non è né chiara né motivata. Presenteremo un ricorso davanti al tribunale amministrativo di Tunisi per contestare la decisione. Le condizioni con le quali è stata motivata ci sembrano altamente sospette”.


Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it


Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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