Petrachi all’attacco

in Sport


Sarà anche Ferragosto ma, se molti si sono meritatamente riposati, non si può dire che abbia fatto altrettanto la Roma, nella figura del nuovo DS, Gianluca Petrachi. Dopo aver piazzato Karsdorp e Nzonzi (in attesa dell’ufficialità) si è concentrato su due rinnovi importanti: Zaniolo e Ünder. Già-llorossi, ma come se fossero due nuovi acquisti. L’esplosione del centrocampista italiano, nella passata stagione, ha fatto sì che gli occhi di molte big europee fossero attratti dalle gesta del numero 22. Giovane età, ingaggio basso, rendevano Zaniolo più che appetibile, tanto che Juventus, Tottenham più di tutte, hanno provato a farlo proprio. Stesso discorso per Ünder, col Bayern Monaco pronto ad offrirgli il posto lasciato libero da Robben sulla fascia destra. Nuovi contratti, nuovi punti di riferimento nel nuovo progetto tecnico. Già, proprio quei punti di riferimento che il gruppo ha perso con le partenze di Manolas e De Rossi. Il campo, soprattutto la gara contro il Real Madrid ha disperso ogni dubbio: Zaniolo e Ünder sono due cardini della Roma targata Fonseca. Cengo fin dalle prime partite ha dimostrato come il nuovo sistema tattico lo porti più ad attaccare la profondità, quindi ad avere più occasioni da rete, e a essere l’unico esterno di attacco potenzialmente devastante nel mix velocità-tecnica. Nicolò anche, nonostante Petrachi nella sua prima uscita ufficiale da DS giallorosso, lo abbia ammonito per un momento, quasi da crisi di rigetto probabilmente pronosticabile, resta unico in rosa per caratteristiche. Più difficile da collocare tatticamente, visto che ha bisogno di campo per mettersi in moto (basta vedere l’azione Holly Hutton style nell’ultima amichevole contro il Real Madrid). Due rinnovi che sono due acquisti per la Roma, adesso mancano i nuovi innesti. Petrachi deve passare all’attacco (in tutti i sensi). Chi per voglia di cambiare aria, chi perché non riesce a mostrare a pieno la propria abilità, Fonseca si ritrova in un certo senso spuntato. Lo sa bene il DS diviso tra il dover piazzare Schick e il dover convincere uno tra Higuain o Icardi a vestire la numero 9 della Roma. Vista la stagione senza la Champions League, il margine d’errore è ridottissimo su chi dovesse sostituire una certezza come Dzeko. Proprio perché il bosniaco, se dovesse andar male (usando un eufemismo) rimarrà a Trigoria, la precedenza nella testa di Fonseca è quella di avere il prima possibile un altro difensore centrale, a cui insegnare a difendere, aggredendo gli avversari, invece che scappare verso la porta. Sabato ad Arezzo l’ultimo test, dopodiché le partite cominceranno a valere 3 punti. Pesanti fin dall’inizio. Vocegiallorossa