Reddito di cittadinanza, chi sono i beneficiari che rischiano la visita della Finanza I nominativi sono 600 mila e sono stati forniti dall'Inps. La Gdf ne individuerà una piccola parte.

in Economia/Politica

Non placano le polemiche sul reddito di cittadinanza. Il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, ha riferito a Today.it:”Abbiamo ricevuto quasi 1,5 milioni di domande di Reddito di cittadinanza e ne sono state accolte più di 922mila”, ma “se ci sono state truffe come accade a volte con altre prestazioni (ad esempio percettori di Naspi che lavorano a nero o falsi invalidi), saranno severamente perseguite ai sensi di legge”. Infatti lo stesso Tridico ha fatto sapere che, sulla base dei controlli, è stato respinto dalle domande.

L’Inps lavora in stretta collaborazione con l’Agenzia delle Entrate, l’Ispettorato nazionale del Lavoro, la Guardia di Finanza e le altre Autorità di controllo, e le indagini hanno portato alla luce il lavoro in nero di chi ha cercato ugualmente di fare domande per il reddito di cittadinanza, ma si è trattato di pochi casi (perché quelli che lavorano in nero, solitamente non chiedono l’agevolazione).


La Guardia di Finanza ha a disposizione l’elenco di 600 mila beneficiari, fornito dall’Inps, ha spiegato Tridico, e avrà il compito di esaminare i profili a rischio: una piccola parte dei cosiddetti “furbetti del reddito”. Qualcuno, dal Nord al Sud Italia, è già stato denunciato nelle scorse settimane, 1.025 persone hanno rinunciato a presentare la domanda, poi ci sono naturalmente le domande respinte: quasi 400mila (il 2626.8%). Inoltre 32mila altri casi sono decaduti dal beneficio.

Intanto è guerra anche su questi numeri tra il Lega e M5S, che litigano sugli abusi e su chi avrebbe diritto al reddito di cittadinanza (il vice ministro dell’Economia, il leghista Massimo Garavaglia, sostiene che non lo avrebbe il 70% dei richiedenti, ma i grillini non concordano).

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it


Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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