Iraq, insegnante trasforma un kalashnikov in liuto come azione contro la guerra L'uomo, di Baghdad, ha messo insieme un Ak-47 ad una scatola per munizioni.

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Continua la violenza in Iraq, ma fortunatamente continuano anche le maniere per opporvisi. Come quella ideata da Majed Abdennour, 50 anni, insegnante e musicista di Baghdad, il quale, unendo il manico di un Ak-47, il kalashnikov sovietico per eccellenza, e una scatola per munizioni che fa da cassa di risonanza, ha realizzato un liuto. La bella storia di Majed è stata raccontata anche da alcuni quotidiani italiani. Per ricavare da un’arma da guerra questo particolare “strumento di pace”, si è recato da un fabbro che ha il suo studio nella capitale irachena. Intervistato da Afd, l’insegnante si è detto consapevole che chi gli ha realizzato la costruzione, avrebbe potuto prenderlo per pazzo, ma lui rivendica la propria scelta di persona esasperata dalla guerra.

Il kalashnikov era di proprietà dello stesso Majed, che l’aveva acquistato per proteggere la sua famiglia tra il 2006 e il 2008, quando la capitale irachena viveva il suo periodo bellico peggiore. “La guerra (che coinvolgeva anche le moschee sunnite e sciite) era dappertutto”, ha raccontato ancora l’uomo ad Afd.

Non è la prima volta che la musica viene utilizzata come veicolo di pace e simbolo non-violento: pensiamo a Noa nel conflitto israelo-palestinese, al pianista riparato in Germania dalla Siria Aeham Ahmad, che recentemente si è esibito in Italia e in particolare a Roma, e all’artista e musicista colombiano César Lopez, che nel 2003 ha inventato l’escopetarra (termine che mette insieme le parole spagnole “escopeta”, cioè fucile, e guitarra, chitarra). Lopez ha cominciato ad usare un fucile da caccia Winchester e una chitarra elettrica Stratocaster, poi lo stesso Ak-47. L’uomo ha spiegato al canale di notizie Cgtn America: “Il nostro sogno è quello di far suonare (al fucile) più note rispetto al numero di proiettili che ha sparato”.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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