Crisi di Governo. Decisi i tempi. A “sua insaputa” Salvini crea una nuova maggioranza dal Pd ai 5 Stelle

in Le Brevi/Politica
Votazione Bernini (FI)

Sembra che sia nata una maggioranza in Parlamento (sicuramente perla paura di dover applicare una nuova, dura e impopolare finanziaria) che va dal PD al Movimento 5 Stelle passando per LeU e alcuni altri partiti di opposizione. È quella che è emersa nel voto per decidere di calendarizzare la sfiducia al governo Conte già domani, una proposta respinta.

 

Votazione Romeo (Lega)

La crisi approderà in parlamento quindi il 20 agosto con le comunicazioni del Premier Conte. Salvini, incomprensibile,  ha proposto al Movimento 5 Stelle un accordo per andare a confermare il taglio dei parlamentari (a cui manca solo la quarta votazione alla Camera) e poi andare a votare subito. In questa ottica il taglio si attuerebbe non nella prossima legislatura ma in quella successiva. Ma i 5 stelle hanno respinto al mittente la proposta. Parlando con i giornalisti alla fine della seduta, Salvini ha dichiarato: «Anche con il taglio dei parlamentari si può votare entro ottobre con la legge attuale: non c’è nessun problema, lo dice l’articolo 4 della riforma stessa. Il taglio entra in vigore nella legislatura successiva».  Il Senato ha respinto le proposte di votare domani la mozione di fiducia contro Conte. Il premier sarà in Aula il 20 agosto alle 15.

Votazione La Russa (FdI)

Il no alla mozione è arrivato con i voti di Partito democratico e Movimento 5 Stelle. Lega battuta, dunque.  Il capogruppo del Movimento 5 Stelle Stefano Patuanelli ha dichiarato: «La proposta di votare il taglio di Salvini è possibile solo se non viene votata la sfiducia al governo, mi aspetto che venga ritirata la mozione di sfiducia». A chi gli chiedeva la mozione di sfiducia della Lega a Conte Salvini ha risposto «Chi ha detto il contrario…» Da segnalare anche l’attacco diretto della capogruppo di Forza Italia Annamaria Bernini a Pd e M5s: “La vera barzelletta sarà quando il partito di Bibbiano e il partito del Vaffaday si metteranno insieme per governare l’italia, ci sarà da ridere”, ha detto.

 

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Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.