Marocco, manifestazione “Tutti in shorts” in solidarietà alle volontarie belghe minacciate La mobilitazione è stata lanciata via web.

in Donna/Esteri

Hanno indignato il Marocco le critiche e le minacce islamiste alle volontarie belghe che giorni fa stavano facendo un lavoro di costruzione di una strada in un villaggio sudorientale del Paese in pantaloncini corti per il caldo e per comodità. Dal web è stata lanciata un’inziativa di solidarietà nei loro confronti intitolata “S(h)hortons les”, praticamente “Tutti in shorts”. I promotori sono stati intellettuali, politici, scrittori, attori e professionisti che hanno invitato a pubblicare su Facebook foto in pantaloncini corti. Energici i loro appelli: “Facciamoli fuori questi propagatori di odio, non diamo loro spazio, dimostriamo che il Marocco è ben altra cosa”; “Noi marocchini, marocchini del mondo, turisti, uomini e donne amici del Marocco, neghiamo loro il diritto di parlare a nome di tutti”, riporta il sito Tio.ch. Ci sono persino meme con Enstein in shorts.

I manifestanti chiedono le dimissioni del senatore Ali El Asri, del Pjd (Partito della Giustizia e dello Sviluppo, stesso nome di quello di Erdogan in Turchia e stessa ideologia vicina ai Fratelli Musulmani), che aveva attaccato le ragazze utilizzando anche la scusa della sicurezza sul lavoro, e di condannare per apologia di terrorismo il maestro elementare arrestato per aver invocato, su Facebook, la loro decapitazione.

Intanto sul profilo del social di El Asri, che ora si fa identificare come “membro del gruppo di amicizia Marocco-Belga” sono comparse le scuse per le sue esternazioni e si è parlato di “cattiva interpretazione delle mie intenzioni”.

L’ombra delle minacce islamiste alle sue volontarie, ha purtroppo portato la ong con cui collaborano le ragazze a sospendere ogni cooperazione con il Marocco.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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