Utero in affitto: vietato in India Lo ha deciso il Parlamento. Rimane gestazione per altri all’interno della famiglia.

in Donna/Esteri

Ottima notizia dall’India nell’ambito dell’utero in affitto o maternità surrogata per fini commerciali: la Camera bassa del Parlamento l’ha vietata, se non come “scelta altruistica” (ma molti dicono che a livello etico non lo sia mai) tra donne della stessa famiglia e per le coppie di indiani sposate da almeno 5 anni senza figli. Lo annuncia Vatican News.

Già nel 2015 la Corte Suprema di New Delhi aveva proibito la cosiddetta gestazione per altri (gpa) in favore di coppie straniere (chiamasi turismo procreativo) che poi si sarebbero portate via nei propri Paesi i bambini.


La pratica era in vigore dal 2002 e l’India era il Paese dove avveniva più frequentemente. Un’indagine del 2002 commissionata dall’ONU, parlava di vero e proprio business, con un giro d’affari annuale di quasi 400 milioni di dollari, e la nascita di circa 25 mila bambini, sfruttando platealmente la povertà delle donne che vi si prestavano. La nuova legge rende illegali più di 3000 cliniche private – agenzie surrogacy che da oltre 15 anni praticano la gpa.

Come si è visto, rimangono altri passi da fare, ma la nuova norma ha soddisfatto femministe, giuristi e religiosi, che chiedono alle Nazioni Unite una moratoria internazionale sul tema.

La giornalista del Corriere della Sera e femminista Monica Ricci Sargentini, che sta conducendo una battaglia contro la gpa realizzando diverse inchieste e membro del movimento Rua (Resistenza all’utero in affitto), ha raccontato a Vatican News di donne “chiuse in una specie di fabbriche di bambini con i letti l’uno accanto all’altro” e anche lei tiene a sottolineare che l’utero in affitto non è mai altruistico: “Nessuna donna affronta una gravidanza di nove mesi per fare un dono” a coppie sterili o dello stesso sesso, afferma con forza. Ovviamente Monica Ricci Sargentini è a sua volta favorevole a una moratoria internazionale sull’argomento e spiega che solo 18 Paesi, su 206, consentono la maternità surrogata. Molti, come Nepal, Messico e Thailandia, l’hanno recentemente vietata per le violazioni dei diritti umani che hanno riscontrato. Invece in molti Stati come l’ “avanzata” California, rimane legale e le donne che vi si prestano rinunciano ad ogni diritto sul proprio corpo.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya


Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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