Chioggia, storico stabilimento balneare respinge ex calciatore di origine etiope: chiuso locale per razzismo Il provvedimento del questore, scattato ieri, durerà 2 settimane anche per altri episodi.

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Ennesima denuncia di razzismo nel nostro Paese: qualche settimana fa uno storico stabilimento balneare di Chioggia, il Chayo Blanco di Sottomarina, ha vietato l’ingresso ad un ex calciatore 18enne di origine etiope, Pietro Braga, adottato da una famiglia di Adria. Il ragazzo stava andando in un locale con tre amici, ma è stato respinto all’ingresso (con altri due) da una coppia di buttafuori che gli avrebbero detto: “Oggi non facciamo entrare persone di colore”. Pietro ha presentato denuncia ai carabinieri, spiegando che i due addetti alla sicurezza dello stabilimento gli avrebbero “motivato” la decisione col fatto che qualche giorno prima c’erano stati alcuni furti. Sul momento, il 18enne ha telefonato alla madre, che si è recata sul posto e ha chiamato il suo avvocato, Barnaba Busatto, ma i due vigilantes nemmeno hanno voluto parlare con il legale (lo ha confermato lui stesso) e il ragazzo è stato costretto ad andarsene.

E’ stata aperta un’indagine sulla vicenda e, visto che è stato appurato che nella località turistica dotata di bar, ristorante e locale con pista da ballo dove da anni suonano anche dj famosi a livello internazionale, sono successe persino aggressioni fisiche a sfondo razziale, il questore di Venezia Maurizio Masciopinto ha ordinato la chiusura dello stesso locale per due settimane a causa di “escalation di episodi razzisti e violenti ai danni dei clienti”. Il provvedimento, che non riguarda tutto lo stabilimento balneare ma appunto solo il locale (il quale smentisce la versione di Pietro), è scattato ieri. Il questore ha ricordato che sabato scorso un 43enne “è stato prima spintonato fuori dal locale e, a seguito della sua reazione, violentemente colpito dai buttafuori con calci e pugni che gli hanno causato la frattura del perone e della mascella”. L’uomo è stato dimesso dall’ospedale , ma ne avrà per 30 giorni prima di ristabilirsi. Precedentemente era stato aggredito “un avventore che ha subito una frattura del naso con prognosi di 20 giorni”. Episodi che denunciano “una non adeguata vigilanza del locale da parte del gestore”, oltretutto in un “ritrovo per giovani”, ha affermato Maurizio Masciopinto.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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