Meloni: «Salvini non stacca la spina perché teme i giochi di palazzo».

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Ma perché Salvini non stacca la spina?«Per me è un mistero», risponde Giorgia Meloni. «Con le elezioni europee abbiamo dimostrato che esiste una maggioranza politica in Italia. Oggi è ancora più evidente, basta guardare tutte le proiezioni e i sondaggi per rendersene conto. Sarebbe un’occasione storica per dare alla gente un governo capace di fare riforme coraggiose e di durare a lungo. Probabilmente però – continua la leader di FdI – Salvini teme qualche gioco di palazzo che, in caso di crisi, non porti alle elezioni anticipate. Ma più si va avanti e più questo rischio cresce». Sia chiaro: «Se Mattarella provasse a formare maggioranze alternative, non percorrerei mai questa strada perché prioritario è il rispetto della volontà popolare».

«Votare per noi è una scelta di campo», incalza la Meloni. «Con FdI la sinistra non ci sarà mai e neppure i Cinquestelle. Rispetto agli altri, abbiamo dato sempre risposte e presentato proposte differenti, a partire dal blocco navale. Sull’autonomia differenziata, ad esempio, siamo per unire il concetto di autonomismo a quello di presidenzialismo, per garantire tutti. Siamo per la flat tax e non per il reddito di cittadinanza… Il nostro lavoro è stato fondamentale, ad Atreju feci un appello per allargare i confini di Fratelli d’Italia a tutte le destre, da quella liberale a quella cattolica e a quella riformista. Siamo conservatori e sovranisti, molti hanno risposto e al prossimo appuntamento di Atreju completeremo il progetto».


La famiglia. «Ne sento parlare tanto», dice la Meloni, «ma solo noi abbiamo fatto proposte concrete, come il reddito di infanzia, le risorse per gli asili nido e le donne in gravidanza. Hanno  bocciato tutto, per poi ricordarsi della famiglia in campagna elettorale. Se non cresce la natalità, la nostra società è destinata a scomparire. Dobbiamo sottolineare il concetto che i figli non sono un ostacolo ma che, al contrario, sono una risorsa. E dobbiamo lanciarlo a partire da Montecitorio. Allattare in Parlamento è un messaggio importante».

Fonte: Il Secolo d’Italia


Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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