ATTENTATO IN EGITTO/ Dalla Turchia al Qatar la mano della jihad arriva fino al Cairo

in Editoriale


di Souad Sbai

Cairo, il cuore dell’Egitto sanguina ancora. Le indagini sull’esplosione che poco dopo la mezzanotte di lunedì 5 agosto ha provocato 20 morti e oltre 40 feriti sono ancora in corso. Un incidente, un attentato o entrambe le eventualità? L’auto che viaggiando contromano a forte velocità si è scagliata contro altre tre vetture provocando la deflagrazione trasportava davvero materiale esplosivo destinato a un attacco terroristico ed era pertanto inseguita dalla polizia? È questa una delle ipotesi in circolazione.


 

La procura sta interrogando i testimoni oculari, mentre analizza i filmati delle telecamere di sorveglianza nel quartiere e di fronte al luogo della tragedia, l’Istituto Nazionale per il Cancro. In attesa di maggiori delucidazioni sulle dinamiche, l’accaduto porta in ogni caso acqua al mulino dei Fratelli Musulmani e delle loro reti terroristiche che continuano a destabilizzare il Paese, dal Sinai in giù.

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