Hong Kong, continuano le proteste: lacrimogeni sui manifestanti Nell’ex colonia britannica continuano gli scontri con la polizia. Bloccati treni, metro e aerei.

in Esteri

A Hong Kong continuano le manifestazioni (ora per il secondo giorno consecutivo) e gli scontri con la polizia. Quest’ultima, riferisce l’ANSA, nella giornata di ieri, domenica 4 agosto, ha sparato lacrimogeni sui dimostranti. La settimana scorsa sono state arrestate decine di persone, le quali rischiano fino a 10 anni di carcere. Scontro anche verbale tra le autorità e i manifestanti, che assicurano: “Più il governo ci reprimerà e più scenderemo in piazza fino a quando non risponderà alle nostre rivendicazioni”.

Oggi durante l’annunciato sciopero generale, sostenuto da diverse organizzazioni e dai sindacati la polizia di Hong Kong ha annunciato in conferenza stampa l’arresto di 82 persone. La notizia è riportata dal Guardian (le autorità hanno anche detto di aver arrestato 420 manifestanti dall’inizio delle proteste il 9 giugno scorso e che 50 sono finite sotto accusa per diversi reati).

La città – stato, nella giornata odierna, è blindata. Paralisi anche di treni ed aerei (con oltre 100 voli cancellati soprattutto di compagnie nazionali come Cathay Pacific e Hong Kong Airlines), proprio nell’ora di punta, quando è il momento di recarsi al lavoro. I manifestanti hanno bloccato le porte dei convogli e i binari della metropolitana. E’ la terza volta in tre settimane che il servizio ferroviario viene fermato.

Anche la Borsa peggiora: scende del 29%. La governatrice di Hong Kong, Carrie Lam, durante una conferenza stampa, ha parlato di una situazione “molto pericolosa”, di emergenza, ma ha anche ribadito di non essere intenzionata a dimettersi, al contrario di quanto chiedono i manifestanti.

C’è il rischio di una crisi politica più grave di quella del 1997, quando quella che fino ad allora era stata una colonia britannica, è ritornata alla Cina (a favore della quale il governo vorrebbe approvare una legge sulle estradizioni, osteggiata dalla gente, la quale invece sostiene l’accordo “un Paese due sistemi” che dovrebbe durare fino al 2047).

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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