IL GRANDE SFRACELLO

in Politica

 


Da L’Espresso Editoriale 4 agosto 2019

Di Marco Damilano


LA CRISI DI GOVERNO È PURA

FICTION, UNA RECITA PER

UN PUBBLICO SEMPRE MENO

ATTENTO. MENTRE NEL PAESE

AVANZA L’IMBARBARIMENTO,

L’IMPOSSIBILITÀ DI RICUCIRE

Nell’estate di anno fa il nuovo potere gialloverde predicava vicinanza al popolo, silava tra gli applausi ai funerali delle vittime del ponte Morandi a Genova, minacciava di strappare le concessioni alla società Autostrade, teneva bloccata la nave Diciotti della guardia

costiera della Marina italiana nel porto di Catania con 137 migranti a bordo. Sembrano immagini lontane, sarebbero cartoline ingiallite se a soccorrere i governanti non ci fossero i selfie che fotografano un tempo sempre presente. Un anno dopo un pezzo di governo, la Lega di Matteo Salvini, incassa il dividendo almeno virtuale delle sue azioni, toccando quota 38 per cento nei sondaggi, come la Dc degli anni Settanta, quella architrave del sistema e inamovibile dal governo. L’altro contraente del patto, il Movimento 5 Stelle, vivacchia al 17 per cento e se si votasse oggi farebbe fatica a confermare metà dei seggi: un risultato tutto sommato ancora alto per un Movimento che ha mancato ogni promessa, ha tradito ogni aspettativa del suo elettorato, se è ancora possibile evocare la categoria del tradimento in politica. E

questo basta a spiegare tutto: M5S è nato come il partito dell’apriscatole per scardinare il Parlamento e oggi è ridotto a un gruppo di parlamentari notabilizzati, senza aderenza nella società. In caso di elezioni anticipate perderebbe anche l’ultimo punto di forza, l’occupazione delle sedi istituzionali che va dai ruoli di governo e di sottogoverno alla presidenza delle commissioni parlamentari e della Camera dei deputati.

Se dai sondaggi e dagli equilibri di Palazzo ci spostiamo alla società, le cose cambiano radicalmente. Lega e M5S hanno un punto in comune: da Roma in giù sono partiti virtuali, senza sedi territoriali, sezioni, gruppi dirigenti degni di questo nome…..

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