Strage di Bologna: commemorazione del 39° anniversario Le dichiarazioni di Mattarella e di Bonafede.

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Oggi, venerdì 2 agosto, è il 39° anniversario della strage di Bologna, costata 85 vittime e 200. Come ogni anno è avvenuta una commemorazione a livello istituzionale, della quale hanno parlato i media italiani. In consiglio comunale a Bologna c’è stato un incontro sull’attentato, poi ha avuto luogo un corteo a cui hanno partecipato i superstiti (molti dei quali hanno raccontato per la prima volta il dramma vissuto) e i parenti delle vittime, ed è stato osservato un minuto di silenzio nella piazza della stazione dove è scoppiata la bomba. Il momento di silenzioso cordoglio è stato annunciato e interrotto dal fischio del treno.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio, che diceva: “Le istituzioni, grazie all’opera meritoria dei suoi uomini, sono riuscite a definire una verità giudiziaria, giungendo alla condanna degli esecutori e portando alla luce la matrice neofascista dei terroristi. L’impegno profuso non è riuscito, tuttavia, a eliminare le zone d’ombra che persistono sugli ideatori dell’attentato. È una verità che dovrà essere interamente conquistata, per rendere completa l’affermazione della giustizia”.


“La disumana ferocia della strage alla stazione di Bologna è parte incancellabile della memoria del popolo italiano e della storia della Repubblica – proseguiva il messaggio di Mattarella – Le democrazie si nutrono dei sentimenti più profondi di umanità. È questa condivisione che ha consentito di unire le forze per sconfiggere la barbarie degli assassini, di fare prevalere il tessuto sociale che si voleva strappare, di cercare sempre e ostinatamente la verità, anche quando errori, colpevoli inerzie e ignobili complicità hanno ostacolato il percorso della giustizia”.

Tra le personalità intervenute alla commemorazione, c’è stato il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, che parlando in consiglio comunale prima del corteo, ha dichiarato: “Il diritto di sapere è un diritto inalienabile di civiltà”. C’è una sensibilità ”rinnovata che intende restituire fiducia a persone dilaniate” dalla strage.  ”Il tempo del silenzio è finito, ci stiamo muovendo finalmente tutti nella stessa direzione – ha detto ancora Bonafede – La magistratura è al lavoro, un lavoro delicato dopo i processi sui depistaggi, che ci costringe ancora ad una attesa ma che ci dà la speranza di far luce finalmente su quanto accaduto senza zone d’ombra”.

“La ricerca dei colpevoli, dei mandanti, non è finita. Quelle lancette immobili da 39 anni segnano il tempo della memoria. Lo Stato deve ringraziare ogni giorno chi tiene accesa la speranza, e deve assumersi la responsabilità di tutte le volte che non è stato capace di squarciare il velo del silenzio e dell’oblio. Più volte sono stato ringraziato per la mia presenza qui, ma la mia presenza qui è doverosa e non è niente di speciale. È speciale invece il fatto che voi mi permettiate di essere qui nonostante la negligenza decennale dello Stato rispetto alla strage che ha colpito i vostri cari. Il sacrificio di vittime innocenti è un lutto per lo Stato, oltre che per le famiglie: oggi siamo tenuti ad andare fino in fondo per scoprire gli snodi degli eventi, i collegamenti, i fatti. Lo Stato deve unire i tasselli perchè oggi purtroppo ce ne sono ancora di mancanti nella strage di Bologna”. Riguardo alle persone presenti, ha poi detto: “E’ una piazza che commuove, la lezione oggi arriva dai cittadini allo Stato”.

Il sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha fatto anzi presente che “Ogni anno aumenta la partecipazione alla cerimonia e questo dà a noi la forza per continuare a chiedere verità e giustizia”. Il primo cittadino del capoluogo emiliano ha poi ringraziato “l’associazione delle vittime perché la ricerca della verità, insieme al lavoro della magistratura, deve molto a questa associazione e alla sua tenacia nel presentare ulteriori elementi che possano portare ad accertamento della verità”.

In seguito sul palco, Merola ha dichiarato: “Noi non ci faremo depistare. Come comunità bolognese ogni anno aggiungiamo il nostro impegno civico perciò lasciatemi fare una domanda che mi viene dal cuore: dove la trovate una città così? Persone che dopo 39 anni si ritrovano per senso civico. Ma Bologna non vuole più essere eccezione, ci piacerebbe che ricerca di verità e giustizia fosse la regola in tutta Italia”.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it


Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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