Tunisia, predicatori estremisti islamici: No alla sepoltura di Essebsi in un cimitero musulmano

in Esteri/Le Brevi

Neanche con la morte Essebsi,già presidente della Tunisia, trova pace. Alla morte del presidente tunisino, militanti islamisti e i loro animatori ufficiali delle pagine Facebook hanno chiesto di non seppellire in un cimitero musulmano il defunto capo di Stato tunisino perché  Essebsi era un laico e durante il suo governo ha combattuto la legge di Allah. Lo leggiamo su Asianews dove per i suoi detrattori egli ha sostenuto la legge civile più che “la legge del cielo”.

Su Asianews,leggiamo inoltre che fra i primi predicatori a diffondere il veleno contro Essebsi vi è l’estremista Abdelfattah Hamadache (foto 1 ripresa dal sito Asianews). Questi non ha esitato un istante a emettere una fatwa che dichiara “illecita” la sepoltura del capo di Stato tunisino in un cimitero musulmano, proibendo così ogni preghiera sulle sue spoglie perché per lui Essebsi era un nemico dell’islam.Hamadache ha sentenziato la sua posizione lo stesso giorno dell’annuncio della morte del presidente tunisino, citando il fatto che Essebsi difendeva il principio di uno Stato civile “rifiutando ogni riferimento alla Sharia”. Non è la prima volta che questo energumeno edita una fatwa contorta e violenta contro militanti della laicità e della democrazia. Del resto, gli è tuttora proibito parlare alla televisione algerina, dopo il suo famoso appello nel 2014 ad assassinare lo scrittore Kamel Daoud.

Un altro predicatore islamista, Wajdi Ghanim (foto 2 ripresa dal sito Asianews), vicino all’organizzazione terrorista dei Fratelli musulmani, un fervente difensore del Califfato come modello di governo, dalla sua terra d’esilio in Turchia si è felicitato per la morte di Essebsi. Egli la vede come una punizione divina inflitta a un miscredente, che aveva rigettato il Corano e tenuto la Costituzione. Senza un brandello di umanità, egli ha dichiarato che “è strettamente proibito [haram] pregare per la sua salma, né in moschea, né in cimitero, né raccogliersi attorno alla salma di un empio e un apostata che, come Dio ha promesso, andrà all’inferno”. Riportato ancora  da Asianews. Quasi che Dio gli appartenesse e fosse sua proprietà privata! È triste vedere che nemmeno la morte sfugge al loro odio!

Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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