Emanuela Orlandi: non successivi alla fine dell’Ottocento i resti trovati nel Cimitero Teutonico Nuovo buco nell’acqua nella ricerca della 15enne vaticana scomparsa 36 anni fa.

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Ancora un nulla di fatto nelle ricerche di Emanuela Orlandi o almeno di quel che ne rimane: il Vaticano ha annunciato ieri, domenica 28 luglio, il termine delle indagini iniziate il 20 luglio scorso sui due ossari sotto il Cimitero Teutonico e ha comunicato che i resti trovati non risalgono alla fine dell’Ottocento. Lo ha detto il professor Giovanni Arcudi, uno dei maggiori esperti di antropologia forense, professore di medicina legale all’Università Tor Vergata di Roma. Inoltre le ossa trovate a fine ottobre nella sede della Nunziatura Apostolica, a Villa Giorgina risalgono solo ad un periodo compreso tra il 90 e il 230 d.C.

Non dimentichiamo poi le due tombe del Cimitero Teutonico attribuite alle due principesse ottocentesche tedesche Sophie von Hohenlohe e Carlotta Federica di Mecklenburg: sono state trovate vuote l’11 luglio scorso. Gli inquirenti e i familiari di Emanuela erano stati indirizzati lì dall’ormai famosa nuova rivelazione misteriosa “Cercate dove indica l’angelo” (la statua).


Ora l’avvocata Laura Sgrò, legale della famiglia Orlandi, potrà chiedere al magistrato che vengano esaminati altri 77 reperti già presi in esame dal genetista di parte, Giorgio Portera. Ma solo ieri il professore Arcudi ha affermato che le “medesime strutture ossee hanno caratteri di datazione molto antichi”. “La Santa Sede – dice una nota – conferma la propria volontà di ricerca della verità su Emanuela Orlandi e smentisce categoricamente che questo atteggiamento di piena collaborazione e trasparenza possa in alcun modo significare, come da alcuni talvolta affermato, una ammissione implicita di responsabilità”.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it


Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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