Bibbiano: emergono anche “affidi fantasma”

in Le Brevi

Emergono ulteriori dettagli shock nell’inchiesta “Angeli e Demoni” su Bibbiano. Gli ormai famosi (famigerati) servizi sociali della Val D’Enza avrebbero costretto una donna in difficoltà economiche a fingersi affidataria di alcuni bambini per poter lavorare. Ma lei, quei piccoli, non li ha mai accolti in casa e non se né mai presa cura.

La donna si era rivolta ai servizi sociali della Val D’Enza, indirizzata dal centro per l’impiego, racconta lei stessa al “Resto del Carlino”. In seguito aveva fatto un tirocinio come segretaria, percependo 550 euro mensili per i primi sette mesi. Poi le era stato proposto di lavorare come cuoca in un centro pomeridiano di aggregazione giovanile della zona per tre volte alla settimana per 360 euro al mese secondo un contratto, poi rivelatosi poi una truffa. Sul documento c’era scritto che la donna avrebbe dovuto anche occuparsi di due minori: una bambina nel 2017 e un bambino nel 2018. Ma non era vero.

La cuoca li ha solo visti perché cucinava per loro al centro come per tutti gli altri ragazzi. Ora spiega di essere stata tramite per il pagamento di spese di psicoterapia del bambino, senza che le venisse detto il motivo. Il tutto collegato all’ormai altrettanto famoso (famigerato) centro “Hansel e Gretel” di Moncalieri che trasmetteva ai servizi sociali le fatture intestate alla donna per la psicoterapia del minorenne. I gestori “dell’affare” le anticipavano ogni mese la somma sul suo conto. Poi lei faceva un bonifico del centro del Torinese. Anche la madre del piccolo era all’oscuro di tutto, ha confermato di non conoscere la cuoca, e affermato di essere “sbalordita” da quanto è successo: “Attraverso il documento falso è stata predisposta la pezza d’appoggio per dare alla cuoca una sorta di retribuzione in assenza di assunzione formale, facendo inserire la voce di spesa nel bilancio dell’Unione dei Comuni come ‘rimborso affidò per il bambino’”, spiegano alcuni quotidiani.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

Ultime da Le Brevi

Vai a Inizio pagina