Roma: il 25 luglio note di speranza con il pianista siriano Aeham Ahmad, simbolo della lotta all’Isis L’evento fa parte della rassegna “Notti di Musica al Castello”, promossa dal Polo Museale del Lazio nell’ambito di ArtCity 2019.

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Evento imperdibile stasera a Roma, presso Castel Sant’Angelo: arriva il giovane pianista siriano Aeham Ahmad, 31 anni, diventato simbolo della lotta all’Isis per aver suonato a Yarmouk, il famoso campo profughi palestinese alle porte di Damasco dove è nato, neanche quello risparmiato dalla furia dello Stato Islamico.

Il concerto romano di Aeham, di cui parlano in queste ore alcuni media italiani, si inserisce all’interno della rassegna “Notti di musica al Castello”, promossa dal Polo Museale del Lazio nell’ambito di ArtCity 2019. Si intitolerà “Music For Hope”, musica per la speranza, un mix di musica classica e canto arabo.


Per vivere, il ragazzo lavorava nel negozio di strumenti musicali del padre, violinista non vedente. Nel tempo libero, portava il suo pianoforte per strada con un carretto e cantava per la gente, per cercare di farla evadere un po’ dal dolore della guerra. Delle sue esibizioni sono stati realizzati dei video, che grazie al web, lo hanno reso famoso in tutto il mondo.

Parliamo al passato, perché purtroppo l’Isis ha colpito direttamente anche Aeham: nel giorno del suo compleanno, nel 2015, il ragazzo ha ricevuto la “visita” di alcuni terroristi che gli hanno bruciato il pianoforte, considerando la musica “haram”, peccato. Così Aeham ha deciso di fuggire dalla Siria ed è arrivato a Berlino, dove ha ottenuto lo status di rifugiato. Tuttavia ha continuato a suonare (ha inciso anche un album “Keyes of Friendship”, “Chiavi dell’Amicizia”): ora è in tournée e oggi è la sua unica data italiana.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it


Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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