Marocco: in 5000 per ricordare Hanane e dire “Mai più” alla violenza sulle donne

in Esteri/Le Brevi


Venerdì scorso, a Rabat, davanti la sede del parlamento marocchino una folla oceanica di 5000 persone composta da attivisti, giornalisti, semplici persone, ha dato vita a un sit-in per eulogizzare e onorare Hanane, una ragazza di 34 anni, selvaggiamente violentata e mutilata. Il corpo senza vita di Hanane è stato trovato adagiato lungo la corsia di un ospedale. Una barbarie. Mentre una manifestazione di venerdì è stata un’occasione anche per ricordare che la violenza contro le donne continua ed è ora banalizzata.

 

 

“No allo stupro, no alla violenza”, “Il solo errore: essere una donna”, “Hanane, scrivo il tuo nome” o “Rompiamo il silenzio”, queste le parole, gli slogan,gli imoegni presi dai 5000 marocchini scesi in piazza per ricordare Hanane. In questo modo hanno espresso la loro rabbia e condanna verso tutti gli atti di violenza che le donne continuano a subire.


Alcuni degli aguzzini della giovane Hanane, che nella loro inumana perversione hanno anche girato un video dove si vede l’inferno vissuto da Hanane, sono stati fermati dalle forze dell’ordine marocchine. Sono otto le bestie e tra loro anche l’individuo che ha filmato la sequenza di mutilazione senza intervenire e i suoi “amici”, che hanno ricevuto il video e non hanno allertato la polizia. Il loro processo sarà seguito in particolare dalla società civile che chiede sanzioni esemplari.

 

 

 


Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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