Ursula von der Leyen: “Con me presidente, la Commissione europea monitorerà molto da vicino situazione italiana” La neoeletta presidente parla di come sarà il suo mandato e boccia il trattato di Dublino.

in Esteri

Ursula von der Leyen, prima donna eletta (mercoledì 17 luglio) capo della Commissione europea, è stata intervistata dai giornali del consorzio Lena (Leading European Newpaper Alliance), tra cui l’italiano La Repubblica, e ha parlato a tutto campo di come sarà il suo mandato presidenziale, facendo alcune riflessioni sull’immigrazione (ha bocciato il trattato di Dublino, che obbliga il Paese di primo approdo, come l’Italia, a gestire le richieste di asilo come nel caso della nave Sea Watch) e ha affermato che la sua Commissione monitorerà molto da vicino la situazione italiana (e di altri Paesi) per quanto riguarda il debito pubblico. “Il nostro obiettivo è di riuscire a investire per stimolare la crescita senza contravvenire alle regole esistenti”, ha detto a chi le chiedeva il motivo dello stop della procedura d’infrazione contro l’Italia.

Ha risposto a una domanda anche sulla possibilità che il nostro Paese proponga un commissario della Lega e ha affermato: “E’ diritto di ciascuno Stato membro proporre i propri commissari”, così come e’ “diritto del presidente (lei, ndr) chiedere altri nomi qualora se ne ravvisino delle buone ragioni”. E ha aggiunto: “Per iniziare bene, è importante che io non dia delle condizioni, l’unica cosa che mi sembra essenziale e’ che nella composizione del collegio ci siano tante donne quanti sono gli uomini”.


Inoltre, in merito al dramma dell’immigrazione, se da una parte “Salvare (come fanno nel Ong) le persone che stanno annegando in mare e’ un obbligo umano”, dall’altra “i paesi del confine esterno della Ue meritano la nostra solidarietà”. Insomma, la neopresidente della Commissione europea è solidale con l’Italia. “Il nostro approccio politico dovrebbe concentrarsi sul prevenire che le persone si mettano in mare su una barca. Abbiamo avuto un discreto successo nella lotta alla criminalità organizzata con la Turchia, il Marocco o l’Algeria. Ma una volta che le persone si avventurano in questi viaggi della morte, abbiamo l’obbligo di aiutarli”. E ha concluso: “Salvare vite e’ sempre un obbligo, ma salvare vite umane non risolve nulla del problema principale. E quando i rifugiati sono sulla costa, bisogna essere chiari: chi arriva irregolarmente e non ha il diritto di chiedere asilo, dovrebbe tornare indietro”.

Il discorso si riferisce ovviamente anche alla “Sea Watch”, guidata dalla Capitana Carola Rachete. La von der Leyen, posto di discorso sulla necessità di salvare i migranti in mare, ha osservato che “ciò che l’Italia vuole e’ una riforma del sistema disfunzionale di Dublino” che obbliga il paese di primo approdo a gestire la richiesta di asilo “e devo ammettere che mi chiedo come sia stato possibile firmare un accordo così infruttuoso. Posso capire – ha concluso – che i paesi del confine esterno non vogliono essere lasciati soli nella gestione della sfida migratoria. Meritano la nostra solidarietà”.

La presidente della Commissione europea ha anche parlato dei rapporti con Mosca. “Siamo testimoni da un po’ di un atteggiamento ostile da parte della Russia. Che spazia dalla lesione di leggi internazionali, come l’annessione della Crimea, al tentativo di dividere l’Europa il più possibile”, ha affermato la von der Leyen. Pertanto, “dalla nostra posizione di forza dovremmo mantenere le sanzioni e offrire allo stesso tempo il dialogo”, ha proseguito. A suo avviso, “stiamo anche migliorando nello smantellamento delle campagne diffamatorie e delle campagne via social media nutrite da fake news. Il nostro privilegio, in quanto democrazie, e’ quello di rispondere con trasparenza, libertà di stampa e un dibattito aperto”.

Alessandra Boga

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