USA, il narcotrafficante “El Chapo” condannato all’ergastolo La sentenza da una corte di New York. Il condannato: “Non è giusto”.

in Esteri/Le Brevi

Il famigerato narcotrafficante messicano detto “il re del narcotraffico” Joaquín Archi Guzmán Loera, meglio noto come “El Chapo” (o “El Rapido), 62 anni, è stato condannato (come previsto) all’ergastolo da una Corte di New York. La notizia è rimbalzata anche Oltreoceano, sui media nazionali.

Dieci i capi di imputazione contro “El Chapo”, capi d’imputazione come associazione a delinquere nell’ambito della criminalità organizzata, ovviamente traffico di droga, poi riciclaggio di denaro, uso e traffico di armi da fuoco.

Nei giorni scorsi era stata respinta una richiesta dell’imputato di revisione del processo per pregiudizi dei giurati. Anzi, la procura di Brooklyn gli aveva chiesto la restituzione di 12,6 miliardi di dollari: a tanto ammontano i proventi dei suoi traffici negli USA prima dell’arresto in Messico.

“El Chapo”, prima della sentenza ma ben consapevole della condanna, l’ha definita ingiusta, lamentando di aver avuto un altrettanto ingiusto processo e le dure condizioni carcerarie in isolamento. Ad avviso dell’ex narcotrafficante, ha detto il suo avvocato, i giurati sono stati condizionati da quello che i media dicevano di lui.

Alessandra Boga

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Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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