Bibbiano, l’ex senatore Carlo Giovanardi:“Provai a denunciare casi simili nella Bassa Modenese: invano” Nel marzo 1999 l’allora vicepresidente della Camera presentò un’interrogazione parlamentare a Oliviero Dilberto, all’epoca ministro della Giustizia.

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Lo scandalo dei bambini sottratti senza motivo alle famiglie a Bibbiano, in provincia di Reggio Emilia, è iniziato di fatto molti anni or sono: l’ex senatore Carlo Giovanardi, modenese, racconta al quotidiano cattolico “Avvenire” che vent’anni fa, nel marzo 1999, quale vicepresidente della Camera aveva presentato un’interrogazione parlamentare su 4 fratellini che, nella notte del 12 novembre 1998, vennero portati via dalle forze dell’ordine alla mamma e al papà, perché la cuginetta, a seguito di trattamenti con psicologi e assistenti sociali di Mirandola, in provincia di Modena, aveva accusato di abusi sessuali i propri stessi genitori e coinvolto altre famiglie. Il caso portò ad una raffica di arresti e minori sottratti. Alcuni genitori finirono in carcere, altri vennero assolti con formula piena: è il caso per esempio di una coppia di Finale Emilia, Lorena Morselli e Delfino Covezzi (incontrati da Giovanardi). L’uomo, successivamente, morì di dolore per il calvario che aveva dovuto affrontare. Lo stesso accadde ad altri 5 adulti, tra cui un sacerdote, don Giorgio Govoni, accusato di essere il capo dei cosiddetti “diavoli della Bassa Modenese” (una vera e propria setta) e condannato a 14 anni di reclusione, prima di essere riconosciuto del tutto innocente post mortem.

In quegli anni una ventina di bambini sparirono letteralmente per sempre, anche quelli di genitori poi assolti. La cronaca ha rivelato che gran parte degli psicologi e degli assistenti sociali di allora, sono gli stessi coinvolti nel caso di Bibbiano, l’inchiesta denominata “Angeli e Demoni”.

Giovanardi ricorda che, quando provò a denunciare ciò che accadeva nella Bassa Modenese, trovò la porta chiusa anche dal Tribunale dei Minori. I Covezzi non erano nemmeno indagati, ma di colpo si ritrovarono accusati quando i loro figli, dopo una serie di sedute con gli operatori, furono convinti di aver subito abusi da mamma e papà. Rimangono le sentenze del gip di Reggio Emilia e i video delle sedute con i bambini (una ripetizione meccanica di quanto messo loro in testa con una sorta di lavaggio del cervello, come si è sentito dire in questi giorni per Bibbiano). Veri e propri racconti dell’orrore con un sacerdote (don Giorgio) che portava i piccoli nei cimiteri, e li violentava all’interno di tombe profanate; bambini legati a croci ed accoltellati; costretti a sacrificare altri bambini al diavolo e a decapitarli; messe sataniche e cose simili. Ma niente di tutto ciò era vero, come stabilito dalla Cassazione: tutti i bambini del paese erano vivi, ma nessuna delle presunte vittime fece mai più ritorno a casa. Con l’ovvia conseguenza di rimanere indelebilmente segnati.

Qualcuno della zona coinvolta riuscì comunque a tornare e, oggi, adulto, se la sente di raccontare quell’allucinante esperienza. Come Sonia, che qualche mese fa ha telefonato a sua madre Daniela, e finalmente ha potuto rivedere i suoi genitori. “E’ stato un po’ come ricominciare a vivere”, racconta la giovane donna, la cui testimonianza è riportata da Reggio online. Lei aveva 11 anni all’epoca (era tra i bambini più grandi) e non ha neppure mai accusato il padre e la madre: perciò venne considerata complice degli abusi che avrebbe subito (sic!).

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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