Sri Lanka, monaco buddista radicale vorrebbe instaurare un governo su base religiosa

in Esteri

A meno di due mesi dagli attentati di Pasqua in Sri Lanka da parte di terroristi di matrice islamista, Asia News riporta la notizia che un monaco buddista radicale, Galagoda Aththe Gnanasara, a capo del gruppo Bodu Bala Sena (BBS), durante un meeting ha chiesto ai confratelli e ai fedeli di unirsi per instaurare un governo su base religiosa, conquistando 10mila voti per i vari candidati buddisti.

Naturalmente le comunità di minoranza, incluse quella cristiana, hanno accolto con preoccupazione tale dichiarazione. Per quanto riguarda la comunità musulmana, dal 2014 è la più bersagliata da violenze ed intimidazioni da parte del BBS.

Il prossimo 7 dicembre si terranno le elezioni presidenziali, anche se da più parti è giunta la richiesta di posticiparle, dopo le stragi del 21 aprile in cui hanno perso la vita 258 persone. Oltretutto alla fine del 2018 c’è stata in Sri Lanka una profonda crisi costituzionale che ha minacciato la democrazia parlamentare. Cosa avverrà?

La Caritas locale, tramite il suo segretario nazionale, Padre Mahendra Gunatilleke, spiega che “Nell’ultimo decennio la politica (cingalese, ndr) ha perso molta credibilità agli occhi della popolazione e dell’opinione pubblica, che non hanno mai visto soddisfatte le loro richieste. Questo ovviamente ha suscitato moti di reazione. Non ci sono solo i radicali buddisti: sono in crescita anche diversi movimenti della società civile, movimenti di popolo e gruppi di giovani che usano varie piattaforme per esprimere la propria insoddisfazione”. Tuttavia Padre Gunatilleke ritiene “poco plausibile la creazione di un gruppo politico in così breve tempo. Credo – sostiene – che l’iniziativa del leader buddista sia più che altro una mossa politica per attrarre consensi e mostrarsi più dialogico. La popolazione dello Sri Lanka è sempre stata pacifica. Credo che sia il monaco che le persone che lo circondano, abbiano capito che non riusciranno mai a conquistare il cuore della gente se continueranno con un atteggiamento aggressivo. Per questo ora egli si dichiara disponibile al dialogo con le altre comunità”. “La sfiducia nella leadership politica e la mancanza di stabilità governativa potrebbero essere la leva per i monaci. Tuttavia non credo che accadrà, perché il popolo non ha mai votato per loro”, conclude.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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