“Liberate Syria Abdelmeguid”

in Editoriale


Lettera aperta

Cosa sta succedendo in Italia? Perché tante problematiche riguardanti i minori? Ad esempio, le lungaggini burocratiche che scoraggiano le adozioni di bambini e bambine, spesso abbandonati dai genitori a causa di condizioni economiche disastrose. Oppure, il fenomeno degli “affidamenti facili”, decine di migliaia in tutta Italia, come quello che ha colpito Syria Abdelmeguid.


Le prove fornite dalla difesa in sede processuale non lasciano dubbi sulla distorta versione dei fatti fornita dal Servizio Sociale, ma Syria è stata comunque strappata alla sua famiglia con l’obiettivo di trovargliene arbitrariamente una nuova. Eppure, le Autorità che rappresentano lo Stato sono tenute ad agire per il bene dei minori, applicando gli artt. 29 e 30 della Costituzione. Nel caso di Syria, invece, la legge è stata applicata sia in senso contrario alla “tutela dei minori”, che al diritto dei legittimi genitori di mantenere la custodia della piccola che ha oggi poco più di due anni di età.

Qual è il motivo di tanto accanimento, se tutti i componenti della famiglia – madre, padre e altri tre figli, due ragazze e un ragazzo –  hanno già dimostrato di rispondere a tutti i requisiti di legge? Il Tribunale dei minori di Roma ha il dovere di riesaminare la vicenda in modo che a emergere e trionfare sia la verità, ripristinando l’unità della famiglia Abdelmeguid così ingiustamente divisa.

La questione dell’integrazione è al centro dibattito in Italia. Da questo punto di vista, quello di Syria è un nucleo familiare perfettamente integrato nella società italiana, dove i genitori lavorano e i figli studiano. La condotta di tutti i suoi membri è esemplare, da buoni e veri cittadini italiani. Le accuse rivolte alla famiglia Abdelmeguid sono infondate e il Tribunale deve solo prenderne atto.

Syria non ha bisogno di un’altra famiglia. Vuole solo riabbracciare la sua mamma e il suo papà, le sorelle e i fratelli che la amano e vogliono che torni a casa. Questa bimba dolcissima non aspetta altro. Ci appelliamo pertanto alle Istituzioni italiane, affinché rendano a Syria la giustizia che le devono.

Gli Ambasciatori di Pace del Centro Alti Studi Averroè