Indonesia, Stato di Aceh: proposta di legge per riconoscere la poligamia Numerose le critiche nei confronti del governo.

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Lo Stato indonesiano di Aceh, territorio a statuto speciale di Sumatra dove dal 2005 vige la sharia per compiacere un gruppo separatista islamico, vuole riconoscere ufficialmente la poligamia (consentita dall’islam). Questa è quantomeno una proposta di legge (conosciuta come “Rancangan Qanun” o “Raqan”) avanzata dal governo. Lo denuncia Asia News.

L’Indonesia non riconosce il cosiddetto “nikah siri” (matrimonio religioso non registrato presso le autorità civili in cui rientra la possibilità per l’uomo di avere più mogli), ma esso è diffuso, soprattutto tra i cittadini più ricchi, come manager e politici, intenzionati a fare cessare i pettegolezzi sulle loro relazioni extraconiugali.

Asia News spiega che “Il disegno di legge specifica poi i requisiti di base, affinché ad un musulmano sia riconosciuto il diritto a sposare più donne (ricordiamo, massimo quattro, ndr). Uno di questi è l’infertilità della propria consorte. Inoltre, il richiedente deve poter garantire gli stessi standard di benessere alla nuova moglie ed ai suoi figli ed ottenere il permesso del Consiglio della sharia, oltre a quello della prima moglie”.

Numerose sono state le critiche da parte della popolazione: un esponente governativo ha provato a rispondere affermando che “La mossa è finalizzata a tutelare donne e bambini, in caso il nikah siri si risolva con un divorzio”, ma ovviamente non ha convinto.

Tra gli attivisti per i diritti delle donne c’è chi sottolinea che ammettendo la poligamia, si voglia solo “fare entrare denaro nelle casse del governo locale, sfruttando le donne come ‘oggetto’ dei desideri sessuali” e legalizzare il desiderio sessuale. Si afferma che la poligamia una forma di violenza domestica e qualcuno si chiede “se in Indonesia verrebbe accettata la poliandria”.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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