Francia, i genitori di Vincent Lambert: “Morte di nostro figlio ormai ineluttabile, ma è omicidio” La coppia ha sporto denuncia per assassinio premeditato. Parigi continua a pregare.

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Non c’è più niente da fare per Vincent Lambert: al 42enne ex infermiere francese tetraplegico in stato vegetativo all’ospedale di Reims dal 2008 dopo un gravissimo incidente d’auto, sono stati fermati i trattamenti per tenerlo in vita, e i genitori dell’uomo, contrari, hanno dichiarato di essersi alla fine rassegnati alla morte del figlio. Lo hanno riferito anche i media italiani in queste ore in cui è iniziata l’agonia di Vincent. La sua morte “è ormai ineluttabile” e “se non l’accettiamo, non possiamo fare altro che rassegnarci”, hanno detto all’agenzia Afp mamma Viviane e papà Pierre, che avevano tentato fino all’ultimo di opporsi alla decisione di medici e tribunali sul paziente, finché lo scorso venerdì 28 giugno la Corte di Cassazione non ha deciso di ribaltare la sentenza d’Appello che stabiliva la continuazione dell’alimentazione e dell’idratazione del giovane.

“Stavolta è finita – hanno proseguito Viviane e Pierre – I nostri avvocati hanno moltiplicato ancora negli ultimi giorni i ricorsi e preso le ultime iniziative per far rispettare la sospensiva davanti all’Onu di cui beneficiava Vincent. Invano”.


Tutta via la coppia, supportata da altri due figli, ha sporto una denuncia per l’“omicidio premeditato” di Vincent, dice Radio Rtl. Il Tgcom precisa che il protocollo medico prevede l’arresto dell’idratazione e della nutrizione per sonda del paziente e una “sedazione profonda e continua”, e il nipote di Vincent Lambert, Francois (favorevole alla procedura come la moglie del paziente e sei dei suoi fratelli e sorelle), ha precisato che “non si tratta di eutanasia, altrimenti sarebbe più rapido”. “Per non essere accusati di eutanasia – ha aggiunto – bisogna fare in modo che duri il più a lungo possibile, ciò che a mio parere è francamente sadico”, criticando una legge che “lascia molto margine ai medici e poco ai pazienti”.

Intanto a Parigi si prega e alla presenza dei legali dei genitori è stata indetta una manifestazione intitolata “Je soutiens Vincent” (“Io sostengo Vincent”).

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it


Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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