La Nazionale Femminile di Calcio al Quirinale, Mattarella: “Irrazionale disparità con uomini”

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Dopo essersi fatte valere e purtroppo l’eliminazione ai Mondiali di Calcio Femminile (ancora in corso), le giocatrici azzurre sono state ricevute nella mattinata di oggi, giovedì 4 luglio, al Quirinale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha detto loro: “Non sappiamo chi vincerà, ma voi il Mondiale l’avete vinto, qui in Italia. Avete conquistato la pubblica opinione, acceso i riflettori in modo non più revocabile”, si legge su Sky Sport.

All’incontro erano presenti una decina di calciatrici, in primis la Capitana Sara Gama (bersagliata da insulti razzisti durante la gara perché suo padre è congolese), accompagnate dalla commissaria tecnica Milena Bertolini, dal presidente del CONI Giovanni Malagò e da quello federale Gabriele Gravina.

“Essere qui è un motivo di orgoglio – ha dichiarato la Bertolini – perché di solito sono ricevuti al Quirinale le squadre o gli atleti che hanno vinto qualcosa: noi non abbiamo vinto, ma abbiamo fatto qualcosa di importante. E questo è un motivo di grande orgoglio”. In campo, le ragazze sono arrivate ai quarti di finale, cominciando a dare l’importanza che merita al calcio femminile nel nostro Paese e non solo.

“Ho chiesto di incontrarvi per farvi i complimenti, avete fatto un mondiale fantastico – ha detto Mattarella alle componenti della squadra – Ringraziarvi perchè vi ha seguito l’intero Paese, siete state un momento di aggregazione, il Paese ne ha bisogno. Non ho avuto modo di vedere tutte le partite – ha aggiunto Mattarella – non ho visto quella con l’Olanda: forse è stato meglio. Ho saputo che c’è stato qualche momento di sconforto. Non sappiamo chi vincerà, ma voi il Mondiale l’avete vinto, qui in Italia. Avete conquistato la pubblica opinione, acceso i riflettori in modo non più revocabile. Non posso fare a meno di sottolineare che è del tutto irrazionale e inaccettabile la differenza tra calcio maschile e femminile, che ha dimostrato di aver raggiunto qualità tecnica, e vorrei aggiungere senza ricorso a infingimenti e simulazioni, che possono essere utili ma meno sportive. Lo sport è importante, voi avete spinto moltissime bambine a seguire il mondo del calcio, questo amplierà la platea: e se con una platea così ristretta abbiamo una Nazionale di questo livello, possiamo sperare”. Parole analoghe sono state pronunciate dalla Ct Bertolini, da Gravina e da Malagò, che riferendosi al tempo che ci abbiamo messo in Italia per “riconoscere” il calcio femminile, ha affermato: “Viene da dire, scusate il ritardo”.

Bertolini ha anche fatto riferimento alla nostra Costituzione, il cui articolo 3 stabilisce: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso…”. L’ha letto la capitana italiana di padre congolese Sara Gama.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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