LA LINEA DI CONFINE TRA IL VECCHIO PAKISTAN E LA NUOVA IDEA DI GIUSTIZIA

in Opinione

di Cecilia Sagnelli

Fa ben sperare l’annuncio rivoluzionario di Asif Saeed Khosa, giudice Pakistano alla guida
della Corte suprema : “Avremo 1.016 tribunali per la violenza di genere in tutto il Pakistan,
almeno uno in ogni distretto. L’atmosfera in queste corti sarà diversa dalle altre, così che
chi denuncia un reato possa farlo senza paura”.
Potrebbe rappresentare la linea di confine tra il vecchio Pakistan, uno dei paesi al mondo
dove la violenza sulle donne rappresenta una vera e propria piaga sociale, e una nuova
idea di giustizia, istituendo oltre mille tribunali in tutto il paese dove si potranno difendere i
diritti delle donne picchiate, violentate, segregate soprattutto tra le mura domestiche.
Women’s Liveability Index, che stabilisce il livello di vivibilità per le donne nei vari paesi,
ha stilato la classifica per l’anno 2019 in cui il Pakistan si è piazzato novantottesimo su
cento
Nel 2018, nella provincia nordoccidentale di Khyber Pakhtunkhwa, 94 donne sono state
uccise da parenti stretti. In numerosi casi, le autorità non hanno avviato indagini né hanno
chiamato a rispondere i responsabili.
Questo sistema non ha fatto altro che indebolire lo stato di diritto e a emettere “verdetti”
ingiusti che punivano donne e ragazze in nome dell’onore
La ong Human Rights Commission of Pakistan ha riportato 845 violenze sessuali contro le
donne per l’anno 2018, un dato che tiene conto soltanto degli episodi denunciati, che sono
una piccolissima parte. Botte, stupri, incesti, aggressioni con l’acido, matrimoni forzati,
delitti
d’onore, le donne pachistane passano dall’essere vittime di soprusi nelle loro famiglie
d’origine a diventarlo in quelle acquisite con il matrimonio. La loro condizione è simile a
quelle di tantissime altre realtà tradizionaliste.
Questa svolta, se veramente venissi attuata, sarebbe un segnale per l’intera regione
dell’Asia meridionale, dall’Afghanistan al Bangladesh.
Il fondamentalismo è penetrato nella vita delle istituzioni e I nuovi tribunali a difesa delle


donne non avranno vita facile, saranno sicuramente oggetto di polemiche e attacchi da
parte
della componente radicale. Si tratta di una guerra sociale e culturale, che necessita di
grande coraggio e determinazione per essere portata avanti e va sostenuta ad ogni costo.