Burkina Faso, raffica di attentati terroristici contro i cristiani. Chiuse due parrocchie La scorsa settimana sono state uccise 4 persone “ree” di indossare la croce.

in Esteri

Escalation di attentati terroristici di matrice islamista contro i cristiani in Burkina Faso. L’ultimo è avvenuto lo scorso 27 giugno, ma la diocesi del villaggio settentrionale di Bani, ha diffuso la notizia soltanto ieri, mercoledì 3 luglio, e si è saputo anche in Italia. I jihadisti, dopo aver irruzione nelle case armati di machete e fucili, hanno ucciso 4 persone (laiche) cattoliche “ree” di portare la croce al collo, poi  hanno invaso i villaggi vicini dando agli abitanti un ultimatum: o la conversione all’islam o avrebbero perso la vita.

 “Se si continuerà a non intervenire il risultato sarà l’eliminazione della presenza cristiana da quest’area e forse in futuro anche dall’intero Paese”, ha detto un vescovo locale, raggiunto dalla fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre.

Decine le vittime dei raid islamisti negli ultimi mesi. Anche all’inizio di giugno, ricordiamo, c’era stato un attacco. Inoltre dallo scorso marzo non si hanno più notizie di un sacerdote sequestrato, don Joël Yougbaré. Gli attacchi si registrano nel Nord del Burkina Faso, al confine tra i confini tra Mali e Niger. Colpiti anche esercito e funzionari governativi.

I terroristi sono stranieri ma non solo: per ideologia religiosa, certo, tuttavia anche “per mancanza di denaro, lavoro e prospettive”, ha detto ancora il vescovo burkinabé.

Il governo di Ouagadougou ha inasprito le misure di sicurezza, ma non sono sufficienti. Le armi dei terroristi, fabbricate in Africa, sono più di quelle a disposizione dell’esercito: “Chi fornisce loro le risorse?”, si chiede il religioso: pensa ad un sostegno dall’estero.

Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha), dall’inizio dell’anno le incursioni jihadiste hanno spinto alla fuga 136 mila persone. Per la stragrande maggioranza sono sfollati che rimangono in Burkina Faso, mentre 11mila sono persone fuggite in Mali. Più a rischio è la comunità cristiana, tanto che le autorità ecclesiastiche hanno deciso di ridurre le attività pastorali e chiudere due parrocchie per motivi di sicurezza.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

Ultime da Esteri

Vai a Inizio pagina