Indonesia: modificata a Yogyakarta, dopo le proteste, regola della divisa con velo e camicie più lunghe alle elementari La direttrice si difende dicendo che tutti gli alunni sono musulmani, ma molti si ribellano.

in Esteri/Le Brevi

Ha suscitato e continua a suscitare polemiche il provvedimento della direttrice di una scuola elementare pubblica della reggenza di Gunung Kidul, nella regione speciale indonesiana di Yogyakarta, di far indossare ai bambini una divisa, che per le femmine avrebbe dovuto significare camicie più lunghe ma soprattutto hijab. Lo riferisce AsiaNews, che ha citato una circolare emessa lo scorso 18 giugno dalla dirigente scolastica, la signora Pujiastuti. C’era anche un disegno per spiegare come i bambini avrebbero dovuto vestirsi: i completi tra l’altro erano due, uno per le lezioni e l’altro per le gite.

In particolare la direttiva riguardava solo gli alunni del primo anno scolastico: quelli dal secondo al sesto inizieranno dai prossimi. Da subito il nuovo obbligo nella scuola ha suscitato molte dure critiche. La docente si è difesa dicendo che nessuno dei 127 bambini dell’istituto è musulmano, ma tanti si sono dichiarati contrari. Addirittura l’agenzia di controllo scolastico della reggenza ha spinto Pujiastuti a “cambiare” la norma, che ora prevede il nuovo codice di abbigliamento “solo per gli studenti musulmani”.

La polemica è stata rilanciata sui social dalla “signora Riri”, madre di una bambina che dovrebbe andare in quell’istituto nel 2020. “Una cosa del genere – ha scritto la mamma – offusca la nostra unità nella diversità. La cosa ancor più grave è che tutto ciò avviene in una scuola pubblica”, laica.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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