Musulmano praticante diventato carabiniere, la madre (velata) dice: “Per noi è un onore” Badar Eddine Mennani, 23 anni, di origine marocchina ma nato in provincia di Caserta, ha giurato fedeltà all’Arma e alla Repubblica.

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In questi giorni si è fatto un gran parlare di Badar Eddine Mennani, 23 anni, di origine marocchina ma nato in provincia di Caserta e residente a Chiudono (Bergamo), il quale, pochi giorni fa, ha coronato il sogno che aveva fin da bambino, diventare un carabiniere, e giurato fedeltà all’Arma e alla Repubblica con altri 396 giovani. La notizia (che in realtà non dovrebbe essere una notizia) ha generato perplessità e polemiche, perché è emerso che il ragazzo è musulmano praticante e soprattutto che sua madre Khadija, e Mariam, una delle sorelle del 23enne, portano il velo (l’hijab, quello che lascia visibile il volto): lo si è visto nelle foto di rito. Perplessità e polemiche dovute ovviamente al fatto di non conoscere né lui né la sua famiglia.

Sono state proprio mamma Khadija e Mariam a sistemargli l’uniforme e, orgogliosa per il traguardo del ragazzo come il resto di suoi familiari, la donna ha dichiarato che, tra i commilitoni, Badar ha visto una possibilità d’integrazione, accoglienza e rispetto per le sue tradizioni: “Ha incontrato i valori che sono propri di ogni famiglia”, ha affermato. “Mio figlio –  ha proseguito la signora Khadija – ha spiegato che rappresentano ufficialmente la sua appartenenza all’Arma. Per noi è stato un onore”.


Quando Badar viveva in Campania (in un territorio difficile), seguiva le associazioni di carabinieri e, a 18 anni, dopo essersi trasferito a Bergamo, ha tentato il concorso.

In seguito è entrato alla Caserma Cernaia di Torino, dove i superiori gli concedevano anche i permessi per praticare il Ramadan (tra l’altro l’ultimo è appena trascorso). Si è conquistato la fiducia di tutti e gli amici oggi dicono che il ragazzo “Ha sempre voluto mettersi al servizio degli altri”. Non solo: ha affermato di volersi impegnare nella lotta al terrorismo e che la sua conoscenza dell’arabo potrà essergli utile soprattutto in questo.

Suo malgrado, ha già dovuto sperimentarlo: era il 2017 e lui si trovava a Roma per partecipare all’operazione “Strade Sicure”. “Eravamo in servizio di controllo alla stazione di Trastevere – ha raccontato il neo-carabiniere all’ “Eco di Bergamo” – e a un certo punto è spuntato un tale che ha gridato ‘Allah Akbar’, generando il panico più totale. Comprendendo l’arabo, ci ho parlato e siamo così riusciti a ridimensionare la situazione e a risolvere il caso”. L’esito positivo della vicenda ha fatto guadagnare un encomio a Badar da parte dei suoi superiori.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it


Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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