QATAR: PLATINI SOTTO ACCUSA, E SARKOZY?

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di Souad Sbai

Michel Platini detenuto in stato d’arresto a Nanterre, Parigi, oppure sottoposto a interrogatorio dalla polizia come “testimone” informato dei fatti, secondo le dichiarazioni dei legali dell’ex presidente della Uefa. Non c’è da gioire per l’accaduto, né da affrontare la questione sotto l’angolo visuale delle tifoserie che si stanno scatenando per via del passato juventino dell’ex “le Roi”. Piuttosto, occorre agire, prendere l’unica decisione possibile ed eticamente inevitabile: revocare l’assegnazione al Qatar della Coppa del Mondo 2022.


La Procura nazionale per i reati finanziari indaga dal 2016 sugli atti di corruzione attiva e passiva attraverso cui il regime di Doha avrebbe ottenuto la possibilità di organizzare la massima competizione calcistica. Ma il cerchio che oggi sembra essersi chiuso attorno a Platini chiama in causa livelli politici (e geopolitici) ben più alti, come conferma la presenza nel cerchio di Sophie Dion e Claude Guéant, rispettivamente consigliera allo sport e ministro dell’interno, nonché segretario generale dell’Eliseo, all’epoca della presidenza di Nicolas Sarkozy (a differenza di Platini e Dion, Guéant è stato interrogato a piede libero).

Platini aveva ammesso in passato di aver votato per il Qatar nel dicembre 2010. Ma al di là delle giustificazioni di circostanza – “dopo la Coppa del Mondo negli Stati Uniti, in Corea e Russia, perché non in un Paese del Golfo?” – andrebbe compreso cosa lo abbia spinto a togliere il suo appoggio allo svolgimento dei Mondiali nuovamente negli Stati Uniti. Sky News riporta dichiarazioni dell’ex presidente della Fifa, Joseph Blatter, stando al quale Platini gli avrebbe comunicato la sua decisione di sostenere la candidatura del Qatar perché “mi ha detto il capo dello Stato che dovremmo prendere in considerazione la situazione della Francia”.

Ciò conduce all’incontro di Platini con Sarkozy e l’attuale emiro del Qatar, Tamim Al Thani, all’epoca crown prince, erede al trono di Doha. È in seguito a questo vertice che Platini adotta la linea presidenziale favorevole al Qatar: tutta la corruzione successiva è conseguenza. Come conseguenza sono state la destabilizzazione della Libia e l’uccisione di Gheddafi, frutto di una joint-venture Sarkozy-Al Thani, sebbene attualmente Francia e Qatar siano su fronti contrapposti nella battaglia in corso per la Capitale Tripoli.

Per ottenere l’assegnazione della Coppa del Mondo 2022, la corruzione del Qatar ha naturalmente operato su tutti i fronti d’interesse e non poteva quindi trascurare la stessa Fifa di Blatter, che avrebbe ricevuto la modesta cifra di 880 milioni di dollari in più tranche mascherati da diritti televisivi, come documentato in una recente inchiesta del Sunday Times. Blatter e Platini erano già stati protagonisti di versamenti milionari sospetti, costati a Platini una sospensione dalla Fifa per “violazione del codice etico”.

Potere malefico delle montagne di denaro che alimentano oggi il calcio, sempre meno uno sport e sempre più un business, anche in violazione delle regole. Un mondo, quello dello sport di oggi, in cui il Qatar ha mostrato di trovarsi pienamente a proprio agio, distribuendo fiumi dei suoi gas-dollari anche per ottenere l’assegnazione dei Mondiali di atletica, come dimostra l’indagine che ha travolto il presidente del Paris St. Germain, Nasser Al-Khelaïfi.

Il Qatar è un fattore di corruzione della realtà internazionale ormai conclamato. Dove c’è Doha con i suoi presunti investimenti, c’è corruzione. Si veda il caso dell’ospedale Alma Mater in Sardegna. E se non c’è corruzione, c’è l’estremismo delle moschee, delle associazioni culturali, degli imam e dei militanti che stanno diffondendo il proselitismo dei Fratelli Musulmani in tutta Europa. Basta sfogliare il libro inchiesta “Qatar Papers”, che ha costretto anche i più scettici e malinformati a dover riconoscere il ruolo del Qatar nel promuovere l’avanzata dell’agenda islamista anche in Italia.

Il clamore suscitato dalla custodia cautelare a cui è sottoposto Platini, segue solo di pochi giorni quello causato dalla diffusione del documentario dell’emittente tedesca Wdr sulle condizioni di schiavitù in cui gravano decine di migliaia di lavoratori stranieri impiegati nella costruzione degli stadi per gli stramaledetti Mondiali 2022.

Il Qatar ha già vinto la Coppa del Mondo della corruzione, dell’estremismo e delle violazioni dei diritti umani: la comunità internazionale..

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