Qatargate: fermato Michel Platini per assegnazione Mondiali di calcio al Qatar

in Le Brevi/Sport

Corruzione, finzione, ecco che il volto del Qatar pian piano spunta dal monte… Di oggi la notizia del fermo di Michel Platini da parte della Polizia francese per le accuse di corruzione per l’assegnazione dei Mondiali di calcio al Qatar. Lo scrive il sito francese Mediapart. Secondo le ultime ricostruzioni si troverebbe in custodia cautelare presso la caserma della polizia giudiziaria di Nanterre dove apprendiamo anche che l’assegnazione della Coppa del Mondo 2022 al Qatar ha creato una serie di preoccupazioni e controversie riguardanti l’idoneità del paese ospitante. Uno dei temi più toccati è stato il trattamento dei lavoratori assunti per costruire gli stadi e le infrastrutture. Nel novembre 2013, un rapporto Amnesty International ha parlato di “grave sfruttamento”, con i lavoratori costretti a firmare false dichiarazioni di aver ricevuto i loro stipendi per riconquistare i loro passaporti. Amnesty ha stimato in 2,5 milioni il numero di migranti che verranno impiegati come schiavi sul territorio fino al 2022. Mentre da SkySport 24 apprendiamo che  Ma Platini venne tirato in ballo anche per un altro incontro, questa volta con l’allora presidente della Confederazione asiatica Mohamed Bin Hammam, radiato a vita nel 2012 per corruzione. Platini confermò il pranzo svoltosi il 2 dicembre 2010 a Zurigo, smentendo però decisamente che si fosse parlato dell’assegnazione dei Mondiali 2022. Pure il Sunday Times si occupò della vicenda, rivelando – tra l’altro – che sempre Bin Hammam aveva mediato col presidente della Federcalcio thailandese, Worawi Makudi, una maxi fornitura di gas a prezzi scontati fra la Qatargas e la Ptt, la compagnia energetica della Thailandia, in cambio dell’appoggio alla candidatura ad ospitare il torneo. “Perché – si difese allora Platini – avrei aggiustato le cose in favore del Qatar? Io ho votato Qatar per rispondere alle antiche domande del mondo arabo. Il Golfo è un bel posto per giocare la Coppa del mondo, che favorirà lo sviluppo del calcio. Negli Stati Uniti siamo già andati, in Corea pure, in Giappone anche. E’ un nuovo approccio. Questo è l’unico motivo. Nessuno mi ha detto per chi avrei dovuto votare”.

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Costantino Pistilli


Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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