GUERRA NEL GOLFO/ Italia tra due fuochi: Trump e fronte islamista (Iran e Qatar) L’Occidente comincia a essere diviso sulla posizione da tenere nei confronti dell’Iran. Emergono soprattutto spaccature nell’Ue

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Iran

di Souad Sbai

L’escalation dell’Iran nella regione del Golfo sta provocando le prime crepe sul fronte occidentale. La Gran Bretagna si è schierata a sostegno degli Stati Uniti nell’attribuire a Teheran la responsabilità dell’attacco avvenuto il 13 giugno alle due petroliere giapponesi nel Golfo dell’Oman, a circa 160 km dallo Stretto di Hormuz. Il ministro degli Esteri di Londra, Jeremy Hunt, ha affermato che l’attacco è “quasi certamente” di marca iraniana, considerando credibile il video fatto circolare da Washington che mostrerebbe i Pasdaran, le Guardie della Rivoluzione islamista, su un’imbarcazione mentre rimuovono le tracce di una mina da una delle petroliere colpite.


La Francia è stata invece meno risoluta rispetto al passato nel puntare il dito contro Teheran: il suo ministro degli Esteri, Jean-Yves Le Drian, pur condannando l’attacco, non ha infatti rilasciato commenti circa la colpevolezza del regime khomeinista. Non pervenuto il Governo italiano, il cui silenzio ne mette in evidenza l’imbarazzo e le difficoltà. l’Italia è stretta tra due fuochi: quello dell’alleato americano, che con Donald Trump alla Casa Bianca ha optato per la linea dura verso Teheran, e quello islamista, composto da Iran e Qatar.

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