Attentato a Nizza, perse il figlio e l’ex moglie: morto di dolore L’uomo, Tahar Mejri, 42 anni, si è lasciato morire.

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Vittima collaterale dell’attentato di Nizza, che il 14 luglio 2016 gli ha portato via il figlio di 4 anni e l’ex moglie. Si è lasciato morire di dolore Tahar Mejri, 42 anni, di origine tunisina. Lo dice l’Associazione dei familiari delle vittime, che conosceva e sosteneva l’uomo e lo riportano i quotidiani in queste ore.

Olfa, ex moglie di Tahar, e il loro figlioletto Kylan, erano due delle 86 vittime della strage di persone che stavano guardando i fuochi d’artificio del 14 luglio sulla Promenade des Anglais e lui si è lasciato morire lentamente a causa della depressione.

La presidente dell’Associazione del familiari delle vittime, Memorial des Anges, Seloua Mensi, afferma che Tahar: “Non aveva alcun istinto suicida ma si è lasciato morire, talmente era triste e svuotato. Se non fosse stato musulmano, si sarebbe suicidato”. Ha visto morire sotto i suoi occhi l’ex moglie, travolta dal camion guidato all’impazzata dal terrorista Mohamed Lahouaiej-Bouhlel, tunisino come queste sue tre vittime, e ha vagato per due giorni per le strade di Nizza cercando il bambino. Poi, davanti all’ospedale, gli è stato detto che Kylan era morto anche lui. Così Tahar ha iniziato a dormire sul lungomare dove è avvenuto l’attacco e girava sempre indossando una maglietta con la foto del figlio, mostrandola alle commemorazioni. Ora verranno sepolti tutti e tre in Tunisia. Anne Muris, che nell’attentato perse la figlia, ha raccontato che Tahar “Non riusciva a raggiungere uno stato di resilienza, i medicinali non servivano più”.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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