Sri Lanka: riapre il santuario di Sant’Antonio, una delle tre chiese colpite nelle stragi di Pasqua

in Esteri

Ha riaperto mercoledì 12 giugno con i controlli della polizia il santuario di Sant’Antonio a Kochchikade, nell’arcidiocesi di Colombo, una delle tre chiese colpite insieme ad altrettanti hotel di lusso negli attentati di Pasqua in Sri Lanka costati la vita a 257 persone, 54 delle quali proprio nel santuario, e 600 feriti.

Nella serata di mercoledì c’è stata una benedizione, mentre nella mattinata di giovedì (ieri) c’è stata la prima Messa dopo quasi due mesi. Entrambe le celebrazioni, spiega il sito Vatican News, sono state presiedute dall’arcivescovo di Colombo, il Card. Malcom Ranjith, che parlando ad Asia News ha definito “santi” i morti negli attacchi. “Li ricorderemo ogni giorno. Non ci dimenticheremo neppure dei loro cari. Ogni centesimo raccolto sarà speso per il benessere di queste famiglie”, ha aggiunto. Durante la benedizione di mercoledì sera ha anche affermato: “Non c’è niente che abbia più valore della vita umana. Perciò nessuno ha il diritto di strappare la vita di un altro. Rifiutiamo in maniera categorica l’uso della vita umana per raggiungere scopi politici. Non c’è posto in Paradiso per gli attentatori”. La loro azione è stata rivendicata dall’Isis, ma le autorità cingalesi ritengono che esecutore materiale sia il gruppo islamista locale National Thowheed Jamath. Inoltre successivamente è emersa la pesante connivenza con il governo, che praticamente non ha affrontato il problema dell’estremismo per opportunismo elettorale.

Dei lavori di restauro del santuario si sono occupati i militari della Marina che hanno transennato e messo in sicurezza la struttura. La chiesa, da ieri, sarà aperta dalle 6 alle 20.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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