Fatti e cifre sul terrorismo nell’UE

in Esteri/Le Brevi

Dopo la serie di attacchi terroristici che hanno colpito l’Europa a partire dal 2015, qual è la situazione attuale? Chi sono i terroristi? In che modo l’UE combatte il terrorismo?

2015: attentati terroristici in aumento


Una nuova ondata di attentati terroristici ha colpito l’Europa dal 2015. Gli attacchi jihadisti sono infatti aumentati da 4 nel 2014 a 17 nel 2015, arrivando fino a 33 nel 2017, secondo l’Ufficio europeo di polizia (Europol).

La lotta al terrorismo è una priorità assoluta per le autorità europee e il numero di arresti relativi al terrorismo jihadista nell’UE è aumentato da 395 nel 2014 a 705 nel 2017.

I jihadisti non sono l’unico gruppo che ha commesso attentati di matrice terroristica nell’Unione europea. Europol classifica gli atti terroristici in cinque categorie in base al motivo scatenante: terrorismo jihadista, terrorismo di destra, terrorismo di sinistra o anarchico, nazionalismo etnico o separatismo e altri motivi (ad esempio movimenti per i diritti degli animali o anti-aborto).

Nel 2017 la maggior parte degli attacchi terroristici nell’UE sono stati classificati come attacchi separatisti (137 su 205). Tuttavia, Catherine de Bolle, direttore esecutivo di Europol, ha dichiarato: “Nessuna delle attività segnalate è stata così letale e ha avuto un impatto tale sulla società nel suo complesso come quelle commesse dai terroristi jihadisti”.

Gli attacchi jihadisti hanno causato 150 morti nel 2015 e 135 nel 2016. Vale la pena notare che mentre il numero di attacchi è aumentato nel 2017, il numero di persone decedute a causa di attentati è invece diminuito (63).

Il ruolo dello Stato islamico

La maggior parte degli attacchi jihadisti nell’UE dal 2015 sono stati perpetrati o ispirati dal cosiddetto Stato Islamico (IS).

Questo gruppo jihadista ha iniziato a prendere il controllo di territori in Iraq e in Siria nel 2014 e ha dichiarato la creazione di un “califfato”. I territori occupati più grandi erano delle dimensioni della Gran Bretagna.

A partire dall’estate 2014 una coalizione internazionale, a cui hanno partecipato diversi paesi dell’UE, ha condotto azioni militari contro l’IS in Iraq e in Siria.

Nel settembre 2014 il leader dell’IS Aby Muhammed Al-Adnani ha chiesto ai sostenitori dell’IS di uccidere i “non credenti” nei paesi occidentali mentre nel maggio 2016 ha invitato i seguaci non in grado di unirsi all’IS in Iraq e in Siria ad uccidere i miscredenti con qualsiasi mezzo a loro disposizione nei loro paesi d’origine.

Gli stati membri dell’UE, in particolare quelli nella coalizione anti-IS, sono considerati obiettivi legittimi.

Chi sono i terroristi?

Secondo quanto riportato da Europol nel 2018, gli attacchi jihadisti sono stati effettuati principalmente da terroristi cresciuti e radicalizzati nel loro paese d’origine e non dai cosiddetti foreign fighters (individui che si recano in un paese straniero per unirsi a gruppi terroristici).

La radicalizzazione dei terroristi cresciuti in Europa è aumentata a causa della propaganda online e gli attentati sono ispirati all’IS piuttosto che organizzati dall’IS.

Europol spiega che questi terroristi potrebbero non essere necessariamente molto religiosi, potrebbero non leggere il Corano o frequentare regolarmente la moschea e spesso hanno una conoscenza rudimentale e frammentata dell’Islam.

Inoltre, un numero significativo di persone denunciate nel 2016 a Europol per motivi di terrorismo erano criminali di basso livello. Ciò porta a pensare che persone con un passato criminale o vicine a un ambiente criminale potrebbero essere più suscettibili alla radicalizzazione e al reclutamento.

Secondo Europol la religione non può quindi essere il motore iniziale o primario del processo di radicalizzazione. Essa offre semplicemente un modo per superare problemi personali a individui che, commettendo attacchi nel proprio paese, credono di potersi trasformare in eroi.

Strategie dietro gli attentati

Dal 2015 gli attacchi jihadisti sono stati commessi da singoli individui o da gruppi.

Gli attentatori soli hanno utilizzato principalmente furgoni e fucili. I loro attacchi sono stati più semplici e non strutturati. I gruppi hanno usato invece fucili automatici ed esplosivi in ​​attentati più complessi e ben coordinati.

I terroristi jihadisti tendono a preferire attacchi contro le persone, piuttosto che contro edifici o obiettivi istituzionali, al fine di innescare una risposta emotiva da parte dell’opinione pubblica.

I terroristi non discriminano tra musulmani e non musulmani e gli attacchi mirano al più gran numero di vittime, come a Londra, Parigi, Nizza, Stoccolma, Manchester, Barcellona e Cambrils, tra gli altri.

Cos’è il terrorismo?

L’Unione europea definisce ufficialmente i reati di terrorismo come atti commessi allo scopo di intimidire gravemente la popolazione o costringere indebitamente i poteri pubblici o un’organizzazione internazionale a compiere o astenersi dal compiere un qualsiasi atto, o destabilizzare gravemente o distruggere le strutture politiche fondamentali, costituzionali, economiche o sociali di un paese o un’organizzazione internazionale.

La lotta dell’UE contro il terrorismo

Negli ultimi anni sono state intraprese numerose azioni a livello nazionale ed europeo per aumentare il livello e l’efficacia della cooperazione tra gli Stati membri nell’ambito della lotta al terrorismo.

Le misure prese dall’UE per prevenire gli attacchi sono diverse: da controlli più severi alle frontiere esterne a una migliore collaborazione delle forze dell’ordine e della magistratura per indagare sui sospettati, perseguire i colpevoli, tagliare i fondi ai terroristi, contrastare il crimine organizzato e combattere la radicalizzazione.

Ad esempio, gli eurodeputati hanno adottato nuove regole per rendere più difficile l’uso di armi da fuoco e la creazione di bombe fatte in casa per i terroristi.

Inoltre Europol, l’agenzia di polizia dell’UE ha nuovi poteri e può istituire più facilmente unità specializzate come il Centro europeo di lotta al terrorismo, creato a gennaio 2016. In alcuni casi può anche scambiare informazioni con società private e, ad esempio, chiedere ai social media di rimuovere le pagine pubblicate dall’IS.

Nel luglio del 2017 il Parlamento europeo ha creato una Commissione speciale per il terrorismo, il cui scopo è quello di migliorare la lotta contro il terrorismo a livello europeo. Sulla base dei risultati raccolti, gli eurodeputati hanno proposto delle misure concrete per affrontare la minaccia terroristica.

Fonte: Parlamento europeo


Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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