Università italiana, l’allarme di un docente: “Posti ‘solo’ per raccomandati, anche se non qualificati” Il “sacrificio” di tanti che sarebbero in grado di fare un insegnamento di qualità.

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Sul numero del “Corriere della Sera” di ieri, lunedì 10 giugno, è comparsa un’interessante “Lettera al Direttore” di un docente ordinario della Letteratura Greca all’Università di Genova, il quale lamentava il sistema di raccomandazioni che a quanto pare è la norma nel mondo universitario di oggi. Decidono i dipartimenti a chi dare il posto di docente in una determinata materia, anche se quello stesso dipartimento è formato da professori che insegnano una materia diversa e quindi sono impreparati su quella sulla quale sono chiamati a scegliere il docente. Si devono necessariamente rivolgere al docente di ruolo, che può a sua discrezione segnalare un allievo o allieva impreparato/a, ma che per qualche motivo gli è gradito (o per esempio perché gli deve qualcosa o lo può influenzare in qualche modo). I candidati veramente validi non hanno chance, se sono  “sgraditi”.

Il docente parla di una situazione normale, a causa delle riforme Berlinguer (del quale oggi tra l’altro ricorre il 35 anniversario dalla morte) e Gelmini.


Inoltre sottolinea che oggi, al candidato, è vietato presentare più di cento pubblicazioni, se non vuole essere escluso: ciò significa che ne può presentare anche dieci o venti, un numero veramente esiguo. Non quanto farebbero “studiosi veri”, ma segretarie nei ritagli di tempo, tanto per dire.

Ancora: i concorsi premiano anche le attività amministrative in università e non solo l’attività accademica. Di fronte a tutto ciò, prosegue il docente, direttori dei dipartimenti, presidi e rettori non solo rimangono inerti ma collaborano, pensando solo a questioni di bilancio. Ormai è la regola.

Eppure tutto questo non emerge tra vari scandali che coinvolgono l’università e che fanno più audience: la gente non è informata. Perciò il docente conclude la sua accorata e rabbiosa missiva con “L’università ha bisogno di aiuto. Qualcuno ci aiuti”.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it


Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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