STRAGE IN MALI/ Un “biglietto” del Qatar per logorare Parigi

in Editoriale


di Souad Sbai

Dall’Africa giungono notizie di nuovi massacri. A Sobane-Kou, nel Mali centrale, 95 persone appartenenti all’etnia Dogon, un terzo degli abitanti del villaggio, sono rimaste uccise in seguito a un feroce attacco ancora non rivendicato. Con ogni probabilità si è trattato di una rappresaglia del gruppo rivale dei Fulani, che nel mese di marzo aveva contato 130 vittime in un assalto ad opera di uomini armati riconducibili ai Dogon. Un conflitto, quello tra i pastori semi-nomadi Fulani e i cacciatori Dogon, che affonda le sue radici nel tempo e che come posta in palio ha il controllo degli spazi e delle risorse. Tuttavia, da quando il Mali ha smarrito la via della stabilità interna, a partire dal fallito colpo di Stato militare del 2012, gli scontri sono divenuti una costante e maggiormente cruenti, a causa del coinvolgimento dell’estremismo di matrice jihadista.


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