Algeria: non si fermano le proteste

in Esteri/Le Brevi

Ancora un venerdì di proteste ad un giorno di distanza dalle dichiarazioni del Capo di Stato ad interim algerino, Abdelkader Bensalah, il quale aveva richiesto che tutti i partiti del Paese si preparassero per l’avvio di un “dialogo inclusivo”, a seguito dell’annullamento delle elezioni da parte del Consiglio Costituzionale. Tale dialogo era finalizzato ad individuare una nuova data per il voto popolare, inizialmente previsto per il 4 luglio.

I manifestanti hanno chiesto che le elezioni siano posticipate e che Bensalah si dimetti [File: Ramzi Boudina / Reuters]

Il presidente ad interim dell’Algeria, Abdelkader Bensalah, ha chiesto il “dialogo” dopo che le autorità hanno escluso le elezioni pianificate il 4 luglio. Bensalah ha esortato la classe politica e la società civile nel paese nordafricano a tenere un “dialogo inclusivo” volto a fissare una nuova data per le elezioni “il prima possibile” in un indirizzo televisivo. Il consiglio costituzionale dell’Algeria ha detto oggi che è impossibile organizzare il sondaggio per scegliere un successore dell’ex presidente Abdelaziz Bouteflika all’inizio del prossimo mese, dopo che gli unici due candidati sono stati respinti. La mossa arriva dopo settimane di manifestazioni volte a spingere i leader politici a posticipare il voto. Nel frattempo, l’esercito sta accogliendo alcune richieste degli attivisti. Prima tra tutte, quella di avviare alcune indaginianti-corruzione contro figure sospettate di abuso di potere o di utilizzo di fondi pubblici. In tale contesto, secondo quanto riportato da Reuters, il fratello minore dell’ex presidente Bouteflika, Said, è stato arrestato insieme a 2 dirigenti dell’intelligence del Paese per aver “danneggiato l’autorità dell’esercito e per aver complottato contro l’autorità statale”. Altri 5 imprenditori, compreso l’uomo più ricco del Paese, Issad Rebrab, sono stati arrestati per reati di corruzione.

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Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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