“Chiudi il suo naso così non respirerà più e falla finita”, due egiziani volevano uccidere la propria figlia

in Cronaca/Le Brevi

Un uomo e una donna di ventinove anni, due egiziani con regolare permesso di soggiorno e in Italia da quasi dieci anni, sono stati fermati venerdì scorso dalla polizia locale di Milano con le accuse di lesioni gravi e maltrattamenti in famiglia sulla figlia di quasi quattro anni: le hanno letteralmente spaccato le ossa. “Sono stanca, mi conosci, annegherò lei e la picchierò di continuo. Faccio finta di darle da mangiare, ma la pizzico”, diceva la 29enne al telefono senza sapere di essere intercettata. E ancora: “Odio mia figlia e ho un rifiuto per lei”, con il marito che le rispondeva “allora la uccido”.  “Posso anche io – le parole della madre -, metto il veleno dentro il suo mangiare. Ho fatto cose bruttissime che non puoi immaginare alla scimmia”, nome con cui la piccola veniva regolarmente chiamata dai due genitori. “La scimmia,è un grosso problema”, ripeteva la ragazza, con il padre che si limitava a dire: “La uccido”. Leggendo il quotidiano MilanoToday apprendiamo che c’era un vero e proprio piano per uccidere la povera bambina, infatti i due genitori avrebbero voluto provarci anche mentre la vittima era in ospedale. “Se vado in ospedale la mangio viva, non sopporto la su voce…brutta scimmia, scimmia… sei una grande me…! Mi ha stancato tantissimo questa scimmia”, le folli parole della donna, che poi incitava suo marito: “Portala in bagno ora e strangola subito. Chiudi il suo naso così non respirerà più e falla finita”. Tempestivo l’intervento delle forze dell’Ordine che  hanno raccolto in due settimane elementi per chiedere al tribunale di Milano un provvedimento di fermo. I genitori, una volta capito di essere nel mirino, hanno iniziato a usare sempre meno il cellulare, hanno scelto di muoversi con i mezzi pubblici e hanno fatto dei biglietti per l’Egitto che poi non hanno usato, probabilmente nel tentativo di sviare gli investigatori, dopo aver cercato di portare via dall’ospedale la piccola.

Venerdì mattina, però, a Malpensa ci stavano andando davvero. I ghisa li hanno fermati mentre salivano su uno shuttle in partenza da Centrale con gli altri quattro figli, due bimbi e due bimbe tra un anno e mezzo e otto anni. Lui, che di lavoro fa il muratore, si è limitato a dire: “Vado di fretta, perché perdiamo l’aereo”. Poi sono stati arrestati.

 

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LAILA MAHER

 

 

 

Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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