Crisi di Governo. E Conte pensa di andare in panchina, ma quella della Roma (VIDEO)

in Le Brevi/Politica

“Non mi presto a vivacchiare, a galleggiare. E sono pronto a rimettere il mio mandato nelle mani del presidente della Repubblica”. Parla dalla Sala dei Galeoni a Palazzo Chigi, non la solita location degli incontri con la stampa. Ed è un discorso con cui dice basta al clima da campagna elettorale. Basta alle ingerenze dei ministri in aree non di loro competenza. Ma sottolinea anche che le regole dell’Unione europea vanno rispettate, finché non saranno cambiate. È un discorso agli italiani, ma soprattutto un avvertimento ai due vicepremier: “Alle forze politiche chiedo una risposta chiara e rapida”. Questa la parte del discorso che oggi pomeriggio ha tenuto il premier Conte, un discorso amaro che ha fatto sentire il rumore del grilletto della pistola minacciosa della stabilità del Governo. Poi, Conte smorza i toni:”Se ancora libera sono disponibile per la panchina della Roma”, ironizza così il Primo Ministro Giuseppe Conte nella conferenza stampa di questo pomeriggio a Palazzo Chigi. Il Presidente del Consiglio, noto tifoso giallorosso, ha risposto alla domanda di un giornalista che gli chiedeva dell’eventuale che possa guidare una ‘lista Conte’ in caso di caduta del governo. Poi continua  “Il primo giugno 2018 c’era molto scetticismo su di noi, anche perché alla base della nostra azione c’era un contratto. Ma c’era scetticismo anche su di me, perché non avevo alle spalle una mia forza politica. La fedeltà alla Repubblica è stata e sarà sempre il mio solo faro”. C’è anche una piccola gaffe nell’esordio: “Sabato è stata la festa della Repubblica”, dice (in realtà la festa era domenica).”Il mio motto è sobri nelle parole e operosi nelle azioni. Ma se continuiamo nelle provocazioni per mezzo di veline quotidiane, nelle freddure a mezzo social, non possiamo lavorare. I perenni costanti conflitti comunicativi pregiudicano la concentrazione sul lavoro”, ha detto. E ancora: “Nessun ministro prevalichi le sfere che gli competono”. Questi i passaggi più importanti. Per il discorso integrale basta cliccare sull’immagine dell’articolo.

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Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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