Yemen: coalizione araba accusa l’Iran della continua crescente crisi umanitaria

in Esteri/Le Brevi

Gli Houthi sono un braccio dell’Iran e mirano a minacciare l’esistenza dello Yemen e dei paesi limitrofi, ha detto la coalizione araba venerdì. Parlando a un comunicato congiunto, l’ambasciatore dell’Arabia Saudita Mohammed bin Saeed Al-Jaber, il portavoce della coalizione araba Col. Turki Al-Maliki ha detto che l’Iran sta cercando di trovare un punto d’appoggio nello stretto di Bab Al-Mandab attraverso le sue braccia nello Yemen. Ha aggiunto che l’intervento iraniano nello Yemen è una chiara violazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza e che la “stabilità della regione” è legata alla stabilità dello Yemen.

Al-Maliki ha anche detto che un gran numero di missili Houthi sono forniti dalla Guardia rivoluzionaria iraniana, e gli esperti iraniani stanno addestrando gli Houthi nello Yemen. Ha detto che la coalizione sta lavorando per garantire la sicurezza marittima alla luce dei recenti attacchi delle petroliere del Golfo.

In Yemen sono morte quasi 2.000 persone per il colera, e un altro mezzo milione ne è stato contagiato, in quella che presto potrebbe diventare la peggiore epidemia degli ultimi cinquant’anni. Il colera è una malattia che causa forte febbre e diarrea; si diffonde tramite l’acqua contaminata dalle feci umane. Con le giuste medicine è facile da curare, ma senza un adeguato trattamento può uccidere in poco tempo per disidratazione.

In Yemen da due anni è in corso una guerra tra le milizie Houthi, appoggiate dall’Iran, e le forze del presidente Abdel Rabbo Monsour Hadi, appoggiate da una coalizione guidata dall’Arabia Saudita. La guerra ha peggiorato le già pessime condizioni sanitarie dello Yemen, e ha trasformato il paese in un ambiente ideale per la diffusione della malattia. Lo scorso maggio, durante la stagione delle piogge, il sistema fognario yemenita è stato distrutto. Bombardamenti e mancanza di manutenzione lo avevano indebolito a tal punto che non è stato in grado di reggere all’improvviso afflusso di acqua e nessuno, al momento, è in grado di ripararlo.

Eppure, anche oggi, nei giorni in cui cade l’anniversario dell’inizio del conflitto non sono in molti a dedicare spazio e attenzione a questa carneficina. Non importa che lo Yemen occupi una posizione strategica controllando una parte dello stretto di Bab el Mandeb, che collega il Mar Rosso con il Golfo di Aden da cui transitano le petroliere. Non influenza il dibattito pubblico la presenza, dentro i confini di questo Paese, del santuario di Aqap, la più potente fazione di Al Qaeda, fonte di instabilità in tutto il mondo esattamente quanto Isis. Non interessa nemmeno che su questo terreno di scontro si giochi una partita delicatissima tra due potenze come l’Iran e Arabia Saudita. O, ancora, che il Pil yemenita, considerato già il più povero del Medio Oriente prima dell’inizio della guerra, sia diminuito nell’ultimo anno del 35 per cento e che in dodici mesi di combattimenti un quarto delle aziende abbia chiuso. Questa guerra dimenticata, pur consumando giorno dopo giorno una culla della civiltà, non sembra smuovere le nostre coscienze.

 In caso di rettifica dell’articolo inviare un’email all’indirizzo: redazione@almaghrebiya.it

C.P.

Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

Ultime da Esteri

Vai a Inizio pagina